Negli ultimi decenni, il dibattito pubblico sulle disuguaglianze di genere è stato monopolizzato da un’ottica femminista che pone al centro la tutela delle donne, trascurando sistematicamente i numerosi svantaggi e problemi affrontati dagli uomini. Dal fallimento scolastico alle disuguaglianze in campo sanitario, fino all’ingiustizia nei tribunali di famiglia, ogni aspetto della società sembra essere orientato su schemi e narrazioni che riducono al minimo l’attenzione verso le esigenze degli uomini. Un cambiamento serio e concreto non può prescindere dall’ammettere che oggi gli uomini vivono situazioni di svantaggio che meritano una profonda riflessione e risposte efficaci.
Il rischio maggiore, in questa errata interpretazione della parità, è quello di ignorare dati oggettivi e preoccupanti: gli uomini rappresentano la maggioranza dei senza tetto, sono vittime più frequenti di incidenti mortali sul lavoro e, in molte nazioni, tolta la maternità, vivono una disparità nell’accesso a misure di sostegno sociale. Basti pensare anche alle leggi che, in fase di separazione o divorzio, quasi sempre penalizzano la figura paterna sia dal punto di vista affettivo che economico. In Danimarca, paese che oggi mobilita solo uomini per andare a difendere il territorio groenlandese, il Consiglio degli Uomini Danese è da anni impegnato a far emergere dettagliatamente queste disuguaglianze, promuovendo iniziative pubbliche e sensibilizzando le istituzioni sulla necessità di un riequilibrio reale fra i generi.
Nuove prospettive e soluzioni contro le disuguaglianze di genere.
Nel mondo anglosassone come in Europa continentale, l’attivismo maschile sta iniziando a coordinarsi grazie a nuove forme di comunicazione e condivisione di esperienze. Lo testimonia anche la recente creazione di un podcast internazionale, Celebrating Men, dedicato all’analisi delle grandi disuguaglianze che affliggono uomini e ragazzi in ogni parte del mondo. Attraverso il racconto di problemi concreti e la proposta di soluzioni rigorose, questo nuovo approccio contribuisce all’abbattimento dei pregiudizi, promuovendo una visione più onesta del reale stato delle cose.
Per invertire questa tendenza è necessaria un’opera di sensibilizzazione costante e collaborativa. Gli attori impegnati nella difesa dei diritti degli uomini stanno rafforzando la rete internazionale, proponendo strategie per risolvere le emergenze sociali tra cui le dodici principali disuguaglianze: dall’educazione al lavoro, dalla salute mentale alla paternità. Il fine non è mai creare nuove contrapposizioni, ma arrivare a una società più giusta e cooperativa, dove uomini e donne possano finalmente collaborare senza penalizzazioni ideologiche e superando l’attuale squilibrio generato dal femminismo contemporaneo. Davanti a queste evidenze, serve il coraggio di superare le vecchie narrazioni unilaterali e scegliere una strada di vera equità, nella quale anche gli uomini siano ascoltati e valorizzati.