La Fionda

Il femminismo e i suoi limiti epistemologici

Il femminismo ha una sua teoria generale della conoscenza e quanto è valida? Per rispondere dobbiamo chiederci se è possibile compiere osservazioni in modo completamente libero da pregiudizi, ossia da aspettative, opinioni o credenze che in qualche modo modificano l’oggetto che osserviamo. Nell’Ottocento il filosofo e psicologo Wilhelm Dilthey, fautore dello storicismo moderno, corrente filosofica che fonda la conoscenza umana sulla dimensione storica, opera una distinzione tra le scienze dello spirito (estetica, morale, diritto, economia, storia…) e le scienze naturali. I dati della ricerca naturalistica sono il prodotto di un’osservazione esterna. I dati delle scienze dello spirito sono ricavati dall’auto-osservazione o dal «vissuto psicologico» (Erlebnis) dell’uomo. Da qui deriva l’ampio riconoscimento del valore che Dilthey attribuisce alla psicologia come sapere filosofico o «comprendente». Per il filosofo, ogni atto o atteggiamento dello spirito ha sempre una componente affettiva, intrecciata a quella cognitiva e volitiva, il vissuto singolo si collega in maniera necessaria al tutto della vita psichica dell’uomo. Per Dilthey la “comprensione” storica consiste nel “rivivere”, mediante un’immedesimazione psicologica, il passato. Le scienze della società non hanno, con il proprio oggetto, un atteggiamento “neutrale” (come quello dell’astronomo di fronte ai fenomeni celesti), ma inevitabilmente “valutativo”, trattandosi dello studio di azioni e di atteggiamenti razionali, che vanno indagati intenzionalmente. Il concetto di cultura è un concetto di valore. Esiste uno stretto legame della realtà con le idee di valore, che forniscono alla realtà di un significato.

In breve, il nostro giudizio sulle cose dello spirito è compromesso dalla nostra soggettività. E il fatto di essere uomini o donne modifica la nostra soggettività e quindi anche il giudizio sulle cose dello spirito. Se è vero, come dice il femminismo, che tutte le scienze dello spirito sono contaminate da valori patriarcali, giudizi soggettivi impregnati da una visione maschile, sarebbe anche vero che il giudizio femminista sarebbe inquinato dalla stessa soggettività, questa volta però femminile, che non riuscirebbe a capire e immedesimarsi nelle realizzazioni maschili né nel modo che hanno gli uomini di concepire il mondo. L’approccio maschile produrrebbe una visione maschile, l’approccio femminile produrrebbe una visione femminile. Un po’ come il teorema dell’indeterminazione di Heisenberg, dove le misurazioni cambiano già il fenomeno studiato. Le nostre conoscenze precedenti e le nostre aspettative riguardano ciò che ci accingiamo a osservare e, inevitabilmente, influenzano ciò che osserviamo effettivamente (l’insieme dei pregiudizi posseduti influenza ciò che si giudica). Anche la scelta di quello che si giudica e di quello che si scarta dal giudizio, di quello che si osserva e di quello che non si osserva, implica una decisione anch’essa carica di pregiudizio. Pregiudizio maschile e pregiudizio femminile.

Wilhelm Dilthey
Wilhelm Dilthey

Il femminismo creatore di mondi.

«Il mare è l’acqua più pura e più impura: per i pesci è potabile e conserva loro la vita, per gli uomini essa è imbevibile e esiziale», dichiarava il filosofo greco Eraclito. Le stesse cose hanno un significato diverso relativamente a chi osserva e valuta. Nessuno è un soggetto neutro: tutti siamo portatori di pregiudizi – opinioni, ipotesi, domande – che costituiscono l’orizzonte del presente. È un orizzonte in atto di farsi in quanto l’essere umano è un essere storico, costitutivamente in dialogo con il passato: ne è determinato e lo rielabora anche quando lo rifiuta e gli si contrappone. Il rapporto con il passato è sempre un processo di fusione di orizzonti che è l’attualizzazione e sintesi di nuove idee, valori, comportamenti che devono emergere tanto dall’universo maschile come da quello femminile. Dunque, ci vorrebbero sempre i due punti di vista: il maschile e il femminile. C’è il tentativo invece da parte dell’ideologia femminista di costruire un unico orizzonte, di far parlare la Storia secondo le intenzioni e le aspettative unicamente del femminismo, che confinano tutto il racconto storico in una narrazione estranea alla coscienza passata degli individui, tanto degli uomini come delle donne.

Il costruttivismo è una teoria epistemologica che sostiene che la conoscenza non viene passivamente ricevuta, ma attivamente costruita dall’individuo attraverso l’interazione con l’ambiente e il contesto socioculturale, dove il soggetto interpreta e dà senso alla realtà, diventando protagonista del proprio apprendimento. Secondo il costruttivismo, il nostro orizzonte è costituito dai modi di descrivere tutto ciò che viene descritto. Il filosofo americano Nelson Goodman sostiene che versioni del mondo drammaticamente contrastanti possono essere relativizzate: ognuna è corretta in base a un dato sistema. Le ideologie, come succede con il femminismo, sono creatori di mondi – anche attraverso il linguaggio. Come in qualsiasi altra ideologia, il sistema-mondo femminista si propone come l’unica versione del mondo possibile e ammissibile, un sistema-mondo preminente e onnicomprensivo, dove qualsiasi altro sistema-mondo deve in ultima istanza essere ridotto ad esso oppure respinto in quanto falso o privo di significato. Si tratta di un sistema-mondo concettuale assoluto che non permette di ribaltare la realtà e rasenta la fede religiosa.

credo femminista, femminismo

Il malessere nella Storia narrata dal femminismo.

Di fatto, i seguaci del femminismo sono prigionieri dei propri quadri concettuali, non sanno né sono disposti ad intendere le ragioni degli altri. Partendo dalle proprie premesse, dai propri dogmi (la sofferenza femminile, la colpa maschile), la dimostrazione della validità dei loro dogmi diventa in questo modo circolare. Si cerca di trovare sempre l’elemento che prova la sofferenza e la discriminazione femminile, anche dal pagliaio della sofferenza e della discriminazione maschile il femminismo cerca sistematicamente di trovare l’ago dell’oppressione femminile – ad esempio Hillary Clinton spiegava che in guerra le vittime sono le donne, che rimangono vedove od orfane. La comparsa di un paradigma o di una ipotesi diversa o contraria (ad esempio, la sofferenza maschile) diventa un atto di ostilità che mette in pericolo convinzioni radicate nel più profondo, tanto da rendere i paladini della dottrina femminista e quelli che la contestano cittadini di due mondi differenti, due mondi incompatibili. Il passaggio da un mondo all’altro diventa un salto colossale, un mutamento drastico che assomiglia alla perdita di una fede (come successe ad esempio, alla femminista Cassie Jaye, che esplorando il Movimento per i diritti degli uomini, durante la produzione del documentario The Red Pill, finì per riconsiderare le proprie convinzioni femministe).

La teoria femminista sostiene che l’essere umano non ha di fronte un mondo già fatto che egli dovrebbe limitarsi a descrivere e conoscere una volta per sempre; un mondo del genere, fatto di strutture immutabili è soltanto un’illusione. Si tratta in realtà del mondo patriarcale, un mondo artificiale e fabbricato a danno delle donne per mano degli uomini, che può e deve essere decostruito. In questo mondo, le donne assumono il ruolo di spettatrici passive e innocenti, immerse nella violenza e prevaricazione maschile. Risulta altamente inverosimile immaginare un mondo fisico e spirituale costruito, in ogni epoca e continente, esclusivamente dagli uomini, dove valori e tradizioni non sono state né condivisi né modificati attivamente anche dalle donne: non è possibile l’esistenza di un mondo simile senza la partecipazione e condivisione dell’altra metà dell’umanità. Ha scritto il filosofo Blaise Pascal: «quelli che noi chiamiamo antichi erano veramente nuovi in tutte le cose, e formavano propriamente l’infanzia degli uomini; e poiché noi abbiamo aggiunto alle loro conoscenze l’esperienza dei secoli che si sono susseguiti, è in noi che si può trovare quell’antichità che noi riveriamo negli altri». Gli antichi, che noi dovremmo riverire per quello che ci hanno trasmesso, hanno dovuto “inventare” in un processo storico molto lungo tutto quello che noi oggi siamo e che abbiamo interiorizzato, dalla morale e i valori (il ripudio dell’infanticidio, l’abolizione della schiavitù, la condanna dello stupro, la promozione della misericordia, il perdono e la carità…) alla democrazia e qualsiasi altra forma di convivenza sociale. Il cane ha dovuto imparare a non mordere. Noi tutti, uomini e donne, siamo quello che abbiamo ereditato, e dovremmo essere grati e riconoscenti verso i nostri avi. Il giudizio tribunizio della Storia emesso dalla storiografia femminista – che è tra l’altro all’origine dell’attuale cancel culture (cultura della cancellazione) –, è del tutto ingiustificato e immemore dei benefici ereditati e della nostra essenza. Se nel loro cuore dimora il malessere, l’invidia e il rancore, nella loro lettura storica prevarrà il malessere, l’invidia e il rancore. Si tratta di una lettura storica soggettiva e parziale, che ha la stessa legittimità e validità per me che la mia lettura storica ha per loro.



Condividi


Read Previous

Un’alleanza per i diritti degli uomini: ripensare l’uguaglianza

Politica su Privacy & Cookie
Privacy & Cookies policy
Cookie name Active
eu_cookies_bar
eu_cookies_bar_block
Chi siamo

Siamo un gruppo di studiosi attivi nell'analisi delle relazioni di genere e nella lotta contro il femminismo.

L'indirizzo del nostro sito è https://www.lafionda.com.

Quali dati personali raccogliamo e perché

Questo sito è gestito in Wordpress, che  non raccoglie dati personali sui visitatori e raccoglie solo i dati mostrati nella schermata profilo utente dagli utenti registrati, tuttavia in questo sito non è prevista alcuna registrazione degli utenti. Gli unici plugin che raccolgono dati sono quelli relativi al modulo di contatto per permettere agli utenti di scrivere alla redazione, e alla newsletter, che richiedono nome, cognome e indirizzo email.

Commenti

Quando i visitatori lasciano commenti sul sito, raccogliamo i dati mostrati nel modulo dei commenti oltre all'indirizzo IP del visitatore e la stringa dello user agent del browser per facilitare il rilevamento dello spam. Una stringa anonimizzata creata a partire dal tuo indirizzo email (altrimenti detta hash) può essere fornita al servizio Gravatar per vedere se lo stai usando. La privacy policy del servizio Gravatar è disponibile qui: https://automattic.com/privacy/. Dopo l'approvazione del tuo commento, la tua immagine del profilo è visibile al pubblico nel contesto del tuo commento.

Media Se carichi immagini sul sito web, dovresti evitare di caricare immagini che includono i dati di posizione incorporati (EXIF GPS). I visitatori del sito web possono scaricare ed estrarre qualsiasi dato sulla posizione dalle immagini sul sito web. Modulo di contatto Il modulo di contatto previsto dal sito prevede soltanto la raccolta di nome, cognome ed email di chi vuole scrivere alla redazione. Cookie Se lasci un commento sul nostro sito, puoi scegliere di salvare il tuo nome, indirizzo email e sito web nei cookie. Sono usati per la tua comodità in modo che tu non debba inserire nuovamente i tuoi dati quando lasci un altro commento. Questi cookie dureranno per un anno. Se visiti la pagina di login, verrà impostato un cookie temporaneo per determinare se il tuo browser accetta i cookie. Questo cookie non contiene dati personali e viene eliminato quando chiudi il browser. Quando effettui l'accesso, verranno impostati diversi cookie per salvare le tue informazioni di accesso e le tue opzioni di visualizzazione dello schermo. I cookie di accesso durano due giorni mentre i cookie per le opzioni dello schermo durano un anno. Se selezioni "Ricordami", il tuo accesso persisterà per due settimane. Se esci dal tuo account, i cookie di accesso verranno rimossi. Se modifichi o pubblichi un articolo, un cookie aggiuntivo verrà salvato nel tuo browser. Questo cookie non include dati personali, ma indica semplicemente l'ID dell'articolo appena modificato. Scade dopo 1 giorno. Cookie Gli articoli su questo sito possono includere contenuti incorporati (ad esempio video, immagini, articoli, ecc.). I contenuti incorporati da altri siti web si comportano esattamente allo stesso modo come se il visitatore avesse visitato l'altro sito web. Questi siti web possono raccogliere dati su di te, usare cookie, integrare ulteriori tracciamenti di terze parti e monitorare l'interazione con essi, incluso il tracciamento della tua interazione con il contenuto incorporato se hai un account e sei connesso a quei siti web. Analytics Il sito raccoglie statistiche sulle visite tramite il servizio Google Analytics, la qui privacy policy può essere letta qui. Con chi condividiamo i tuoi dati I dati che conferisci tramite questo sito non vengono condivisi con nessuno. Per quanto tempo conserviamo i tuoi dati Se lasci un commento, il commento e i relativi metadati vengono conservati a tempo indeterminato. È così che possiamo riconoscere e approvare automaticamente eventuali commenti successivi invece di tenerli in una coda di moderazione. Quali diritti hai sui tuoi dati Se hai lasciato commenti, puoi richiedere di ricevere un file esportato dal sito con i dati personali che abbiamo su di te, compresi i dati che ci hai fornito. Puoi anche richiedere che cancelliamo tutti i dati personali che ti riguardano. Questo non include i dati che siamo obbligati a conservare per scopi amministrativi, legali o di sicurezza. Dove spediamo i tuoi dati I tuoi dati non vengono spediti al di fuori dell'Unione Europea.I commenti dei visitatori possono essere controllati attraverso un servizio di rilevamento automatico dello spam. Il nostro contatto Per informazioni sulla gestione della privacy puoi scriverci a lafionda.info@gmail.com
Save settings