Perché parliamo di alleanza? Perché il mondo moderno è pieno di movimenti e slogan che proclamano una parità di genere quasi raggiunta, mentre la realtà dimostra quanto spesso la voce maschile venga sistematicamente silenziata, ignorata o addirittura stigmatizzata. In quest’epoca di ideologie dominanti, le istanze degli uomini restano fuori dal dibattito pubblico, e la narrazione è troppo spesso polarizzata dall’ideologia femminista che nega o minimizza i disagi vissuti dagli uomini. È proprio all’interno di questa cornice che realtà internazionali stanno ridefinendo il concetto di uguaglianza, basandolo non più su vecchi stereotipi, ma su una reale inclusione delle istanze maschili, troppo spesso relegate a mero oggetto di derisione o contrapposizione.
Negli ultimi anni sono nati movimenti che hanno come obiettivo quello di ripristinare una giustizia autenticamente equa nelle politiche sociali e familiari. Queste iniziative denunciano apertamente le storture del sistema giudiziario, educativo e legislativo, sempre più influenzato da pregiudizi di genere a senso unico, dove l’uomo è visto come il colpevole per eccellenza e la sua voce, in tema di affido, violenza domestica e diritti genitoriali, ha un valore sistematicamente inferiore. L’urgenza di un’alleanza tra uomini e donne per sostenere politiche basate su dati oggettivi e non su narrazioni ideologizzate di stampo femminista emerge con forza, invitando a rivalutare pratiche e leggi che, in nome della difesa di una sola categoria, generano profonde ingiustizie ai danni degli uomini.
Serve un’alleanza per un’uguaglianza vera
Un approccio davvero inclusivo richiede che le politiche contro l’abuso domestico diventino finalmente scientifiche, rispettose della realtà delle famiglie e di tutti i suoi membri. Al contrario rispetto alla massiccia campagna che vuole dipingere gli uomini come aggressori per definizione, la realtà conferma che possono essere vittime tanto quanto le donne. È ormai indispensabile una presa di coscienza e un’alleanza internazionale che abbracci davvero tutti, e permetta alle famiglie di uscire da una logica di conflitto, per diventare laboratori di collaborazione e rispetto.
È fondamentale che la società riconosca come l’esclusione sistematica degli uomini dalle questioni di genere abbia prodotto (e continui a produrre) effetti devastanti: aumento di padri estraniati dalla vita dei figli, visioni distorte delle responsabilità genitoriali, un clima sociale che rafforza vecchi stereotipi e crea divisioni profonde tra uomini e donne. Solo una voce libera dai dogmi del femminismo può rilanciare il concetto di vera uguaglianza, sviluppando progetti e un’alleanza per ristabilire un dialogo sereno e costruttivo tra generi. In questo percorso, è necessario puntare verso una sinergia tra competenze legali, comunicazione innovativa e conoscenza scientifica, per ridefinire il ruolo dell’uomo, non più soggetto da rieducare o colpevolizzare, ma protagonista consapevole e responsabile di una società finalmente equa e inclusiva.