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La Fionda

Zibaldone filosofico sul femminismo (2)

1. La teoria femminista (spesso anche istituzionale) sostiene che la violenza contro le donne è una violenza sistemica e strutturale della società patriarcale. D’altra parte, è esperienza quotidiana e sotto gli occhi di tutti che gli uomini amano le loro madri, sorelle, fidanzate, compagne o amiche. Da questo sembrerebbe poter affermare che la società (patriarcale) non inculchi negli uomini l’odio verso le donne. Dunque la tesi femminista, che la violenza contro le donne è una violenza sistemica e strutturale della società, si basa unicamente sul fatto che esistono sporadicamente dei casi di violenza contro le donne. È pur vero che nella quotidianità esistono anche dei casi di pederastia, di pessime madri oppure di donne che uccidono uomini, senza che la società faccia apologia di nessuno dei tre. Dovremmo quindi poter ammettere che così come esistono la pederastia, le pessime madri, o le assassine di uomini, senza il contributo apologetico o culturale della società, senza che questi siano né sistemici né strutturali, esista anche la violenza sulla donna senza che la società inculchi nel bambino l’uso della violenza sulla donna.

2. Molto spesso sentiamo ripetere dal movimento femminista che le false accuse non esistono (o sono talmente trascurabili da poter affermare che non esistono). Sentiamo domandare, “per quale motivo una donna che denuncia dovrebbe mentire?” E questa tesi viene ribadita ovunque, anche in Italia, un paese rinomato per la quantità di uffici antifrode assicurativi e la quantità di denunce truffaldine e menzognere che colpiscono le assicurazioni. Come sappiamo, il guadagno economico in questi casi tende ad essere il motivo principale della falsa segnalazione. Nelle cause di separazione, esclusa la vendetta o l’odio verso ex, se non fosse per la possibilità di restare con i figli, la casa, la macchina e i soldi, non saprei quale altro motivo o guadagno economico potrebbe spingere una donna a fare una falsa denuncia.

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Femminismo e false accuse

3. Cosa è più geniale, creare un Ministero della Pace per promuovere la guerra, o creare un Ministero della Parità per promuovere le disparità?

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4. Lezione pratica nei media e nelle scuole, leggere e ripetere ogni giorno ad alta voce: mascolinità tossica, mascolinità tossica, mascolinità tossica, mascolinità tossica, mascolinità tossica, mascolinità tossica, mascolinità tossica, mascolinità tossica, mascolinità tossica, mascolinità tossica, mascolinità tossica…

– Cosa è la femminilità tossica?

– Mascolinità tossica

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5. Letture femministe. Dove io leggo “diritti degli uomini”, la femminista legge “privilegi degli uomini”. Dove io leggo “privilegi delle donne”, la femminista legge “diritti delle donne”. Dove io leggo “doveri degli uomini”, la femminista legge “giustizia sociale”. Dove io leggo “doveri delle donne”, la femminista legge “schiavitù delle donne”. Così non è possibile mettersi d’accordo.

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6. Ecco alcune riflessioni di Rino Della Vecchia interessanti che riporto. Repetita iuvant. «La narrazione femminista non è una narrazione fantastica, è una narrazione verosimile. Alcuni fatti di questa narrazione sono veri, la maggior parte dei fatti di questa narrazione solo probabili, e molti fatti che sono effettivamente stati no compaiono affatto all’interno della narrazione (ad esempio tutta la sofferenza maschile). Il destinatario del messaggio dovrebbe sforzarsi di discernere il vero da quello che è simile al vero, ciò che è verosimile da ciò che è reale, ma non lo fa. Perché?» «Il femminismo ha usato tutte le tipologie di menzogna: non solo la bugia detta per fare danno (agli uomini) o per trarne un giovamento (per le donne) o motivata dal desiderio di piacere (vendetta), ha messo molto spesso in pratica la “strategia dell’omissione” dove non si mente ma si nasconde il vero, si tace la verità, non si nomina, si occulta».

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Kendall Jenner

Riflessioni sul femminismo

7. Tecnologia e Stato. Sicurezza e progresso. L’uomo, in definitiva, è morto di successo. Quando il pericolo è fuori dalla porta, ad un tratto la mascolinità non è più tossica. Quanta verità soggiace sotto l’affermazione: “non ci sono femministe sul Titanic”. Volete che l’uomo acquisisca di nuovo per le donne il valore che aveva prima del femminismo? Semplice. Cancellate la tecnologia e lo Stato, la sicurezza e il progresso.

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8. La nostra civiltà ha alle spalle un’evoluzione millenaria di culture diverse, dalla ellenistica alla romana alla giudaico-cristiana all’illuministica. A queste se aggiungono certe sovrastrutture capaci di plasmare i sistemi sociali e la mentalità dei singoli e di condizionare (non necessariamente in senso restrittivo o negativo) la nostra vita, il nostro lavoro, il nostro modo di pensare. Oggigiorno sovrastrutture come il consumismo, l’assistenzialismo (uniforma il consenso e omogeneizzazione dei comportamenti), la burocratizzazione normativa di ogni aspetto della vita (conseguenza in parte dell’assistenzialismo), offrono un’illusione di sicurezza che si trasforma in un sistema di controllo totale degli individui-massa. In questo contesto, i valori fondativi delle democrazie moderne – Liberté, Fraternité, Egalité – diventano vuoti simulacri, mentre dilagano frammentazione individualistica e solitudine digitale, che divorano i valori fondanti della nostra società, portandoci verso un deserto etio di nichilismo e di distruttività auto-imposta. L’inverno demografico è l’ovvia conseguenza di questa crisi di civiltà. Il desiderio di riprodursi si affievolisse fino alla scomparsa, si preferisce un gatto a un figlio, perché non si vuole rinunciare alla “libertà” – all’happy hour, alla palestra, alle vacanze e ad altre cose futili. D’altra parte, la rivoluzione femminista è stata, per propria ammissione del movimento, la più riuscita rivoluzione ideologica del XX secolo: il femminismo è riuscito a cambiare il mondo e la mentalità dei singoli. Ammessa la verità di entrambe le premesse, misteriosamente, non viene mai approfondito il ruolo svolto della più riuscita rivoluzione del XX secolo, la rivoluzione femminista, sull’attuale crisi dei valori e della civiltà, l’inverno demografico e la diffusione della solitudine.

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9. L’attrice Kendall Jenner ha affermato di recente: «Penso che essere lesbica sarebbe divertente, fantastico e più facile. Gli uomini fanno schifo». Eccelso esempio della semina femminista sull’immaginario femminile di quest’ultimo mezzo secolo: l’avversione verso gli uomini. E così capita che i gay sono gay non perché “le donne fanno schifo”, ma perché sono attratti da altri uomini mentre le lesbiche sono lesbiche non perché sono attratte da altre donne, ma perché “gli uomini fanno schifo”. Per decenni il movimento femminista ha piantato nella psiche femminile l’idea che la donna vive vittima per mano degli uomini (patriarcato). La sua inquietudine esistenziale e la sua infelicità sono dovute al fatto che lei è irrimediabilmente gettata, contro la sua volontà, in questa società patriarcale e ne subisce le nefaste conseguenze. La sua nobiltà spirituale, la sua superiore sensibilità, la sua spiccata creatività, insomma la sua auto-realizzazione e la sua felicità sono irrimediabilmente compromesse e represse all’interno della società patriarcale. Emarginata e oppressa, la donna finisce per sentire su di sé il peso della discriminazione. Nella psiche femminile è stata piantata l’idea che l’uomo è il nemico, un pericolo e un despota, un prevaricatore che trae vantaggio del suo sfruttamento, è il colpevole della sua inquietudine esistenziale e della sua infelicità. L’unica via d’uscita diventa quindi la scomparsa dell’uomo, che trova realizzazione unicamente (per ora) nella fantasia di un mondo senza uomini, nelle utopie femministe di un’umanità senza traccia di mascolinità. Inevitabilmente la psiche maschile si conforma pian piano in contrasto, e come reazione di difesa, alla psiche femminile. Il danno recato dall’ideologia femminista alla psiche dell’umanità è forse ormai irreparabile?



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