La Fionda

Aspettativa di vita maschile: il divario di cinque anni che continua a essere ignorato

L’aspettativa di vita maschile è una delle più evidenti disuguaglianze sanitarie contemporanee, eppure raramente occupa il centro del dibattito pubblico. È questo il tema affrontato in un recente comunicato pubblicato da SAVE – Stop Abusive and Violent Environments, organizzazione statunitense che si occupa di questioni legate ai diritti civili e alle politiche sociali. Secondo l’associazione, gli uomini nel mondo muoiono mediamente circa cinque anni prima delle donne, una differenza che rappresenta un problema sanitario di enorme portata ma che riceve un’attenzione politica, mediatica e accademica molto inferiore rispetto ad altre disparità demografiche. Nel documento, l’organizzazione sottolinea come questo scarto non sia un fenomeno recente né limitato a singoli Paesi, ma una costante osservabile nella quasi totalità delle società industrializzate. La questione, secondo SAVE, meriterebbe di essere affrontata come una vera emergenza di salute pubblica, considerando che milioni di uomini perdono ogni anno anni di vita a causa di fattori che potrebbero essere almeno in parte prevenuti. L’associazione osserva inoltre che numerosi organismi internazionali riconoscono l’esistenza del divario, ma raramente vengono sviluppate campagne specifiche o programmi strutturati finalizzati alla sua riduzione. La stessa World Health Organization ha evidenziato in più occasioni come gli uomini presentino tassi più elevati di mortalità per suicidio, incidenti stradali, omicidi e numerose patologie croniche, contribuendo così a una significativa riduzione della loro aspettativa di vita rispetto alle donne.

Secondo SAVE, uno dei problemi principali consiste nel modo in cui la questione viene percepita dall’opinione pubblica. Quando emergono differenze statistiche che penalizzano altri gruppi sociali, spesso vengono avviate indagini, studi e programmi di intervento. Nel caso dell’aspettativa di vita maschile, invece, prevalgono frequentemente indifferenza o ostilità. L’organizzazione sostiene che esista una sorta di resistenza culturale ad affrontare i problemi che colpiscono in modo specifico la popolazione maschile, nonostante le conseguenze siano facilmente misurabili. Tra i fattori che contribuiscono al fenomeno vengono citati la minore propensione degli uomini a ricorrere ai servizi sanitari, una maggiore esposizione a professioni rischiose, livelli più elevati di mortalità per comportamenti pericolosi e una minore attenzione alle attività di prevenzione. Diversi studi internazionali hanno effettivamente rilevato che gli uomini tendono a rivolgersi ai medici più tardi rispetto alle donne e presentano una minore adesione ai programmi di screening e controllo sanitario. Anche per questo motivo, molte patologie vengono diagnosticate in stadi più avanzati, riducendo le possibilità di trattamento efficace. Secondo gli autori del comunicato, ignorare sistematicamente questi dati significa rinunciare a interventi che potrebbero salvare un numero considerevole di vite umane.

aspettativa di vita maschile

Aspettativa di vita maschile: una disuguaglianza sanitaria dimenticata

Nel comunicato viene inoltre evidenziato come il dibattito pubblico tenda spesso a interpretare il vantaggio femminile in termini di longevità come un fatto naturale e inevitabile. Sebbene una parte della differenza possa essere attribuita a fattori biologici, numerosi ricercatori ritengono che una quota rilevante dipenda da elementi sociali, culturali e comportamentali modificabili. La letteratura scientifica mostra infatti che il divario varia considerevolmente tra Paesi diversi e in differenti periodi storici, suggerendo che politiche sanitarie adeguate possano influenzarne l’entità. Alcuni esperti sottolineano che affrontare il problema non significa contrapporre uomini e donne né minimizzare le difficoltà che colpiscono la popolazione femminile. Al contrario, l’obiettivo dovrebbe essere quello di identificare le cause specifiche della maggiore mortalità maschile e sviluppare strategie mirate per ridurla. In questa prospettiva, la riduzione del gap nell’aspettativa di vita maschile rappresenterebbe un beneficio collettivo, con effetti positivi non solo sugli individui ma anche sulle famiglie, sul mercato del lavoro e sui sistemi sanitari nazionali.

SAVE conclude quindi lanciando un appello affinché il tema venga affrontato con maggiore serietà dalle istituzioni, dai media e dalla comunità scientifica. L’organizzazione ritiene che la differenza di circa cinque anni nell’aspettativa di vita maschile costituisca una delle più grandi disparità sanitarie contemporanee e che la mancanza di attenzione nei suoi confronti rappresenti essa stessa un problema. Pur provenendo da un’organizzazione impegnata su temi legati ai diritti degli uomini, il ragionamento avanzato nel documento si inserisce in un dibattito più ampio riguardante l’equità sanitaria e la necessità di utilizzare i dati epidemiologici per orientare le politiche pubbliche. Se il principio guida della salute pubblica è quello di individuare e ridurre i fattori che causano morti premature, sostengono gli autori, allora anche la maggiore mortalità maschile dovrebbe essere considerata una priorità. La discussione resta aperta, ma il dato di partenza appare difficilmente contestabile: in gran parte del mondo gli uomini continuano a vivere meno delle donne, e comprendere le ragioni di questo fenomeno potrebbe contribuire a salvare milioni di anni di vita.



Condividi


Read Previous

Giustizia negata: uomini innocenti nell’ombra del sistema

Usiamo i cookie per personalizzare i contenuti e per analizzare il nostro traffico. Non condividiamo le tue informazioni né con i social media, né con affiliati pubblicitari. View more
Cookies settings
Accetta
Rifiuta
Politica su Privacy & Cookie
Privacy & Cookies policy
Cookie name Active
Chi siamo

Siamo un gruppo di studiosi attivi nell'analisi delle relazioni di genere e nella lotta contro il femminismo.

L'indirizzo del nostro sito è https://www.lafionda.com.

Quali dati personali raccogliamo e perché

Questo sito è gestito in Wordpress, che  non raccoglie dati personali sui visitatori e raccoglie solo i dati mostrati nella schermata profilo utente dagli utenti registrati, tuttavia in questo sito non è prevista alcuna registrazione degli utenti. Gli unici plugin che raccolgono dati sono quelli relativi al modulo di contatto per permettere agli utenti di scrivere alla redazione, e alla newsletter, che richiedono nome, cognome e indirizzo email.

Commenti

Quando i visitatori lasciano commenti sul sito, raccogliamo i dati mostrati nel modulo dei commenti oltre all'indirizzo IP del visitatore e la stringa dello user agent del browser per facilitare il rilevamento dello spam. Una stringa anonimizzata creata a partire dal tuo indirizzo email (altrimenti detta hash) può essere fornita al servizio Gravatar per vedere se lo stai usando. La privacy policy del servizio Gravatar è disponibile qui: https://automattic.com/privacy/. Dopo l'approvazione del tuo commento, la tua immagine del profilo è visibile al pubblico nel contesto del tuo commento.

Media Se carichi immagini sul sito web, dovresti evitare di caricare immagini che includono i dati di posizione incorporati (EXIF GPS). I visitatori del sito web possono scaricare ed estrarre qualsiasi dato sulla posizione dalle immagini sul sito web. Modulo di contatto Il modulo di contatto previsto dal sito prevede soltanto la raccolta di nome, cognome ed email di chi vuole scrivere alla redazione. Cookie Se lasci un commento sul nostro sito, puoi scegliere di salvare il tuo nome, indirizzo email e sito web nei cookie. Sono usati per la tua comodità in modo che tu non debba inserire nuovamente i tuoi dati quando lasci un altro commento. Questi cookie dureranno per un anno. Se visiti la pagina di login, verrà impostato un cookie temporaneo per determinare se il tuo browser accetta i cookie. Questo cookie non contiene dati personali e viene eliminato quando chiudi il browser. Quando effettui l'accesso, verranno impostati diversi cookie per salvare le tue informazioni di accesso e le tue opzioni di visualizzazione dello schermo. I cookie di accesso durano due giorni mentre i cookie per le opzioni dello schermo durano un anno. Se selezioni "Ricordami", il tuo accesso persisterà per due settimane. Se esci dal tuo account, i cookie di accesso verranno rimossi. Se modifichi o pubblichi un articolo, un cookie aggiuntivo verrà salvato nel tuo browser. Questo cookie non include dati personali, ma indica semplicemente l'ID dell'articolo appena modificato. Scade dopo 1 giorno. Cookie Gli articoli su questo sito possono includere contenuti incorporati (ad esempio video, immagini, articoli, ecc.). I contenuti incorporati da altri siti web si comportano esattamente allo stesso modo come se il visitatore avesse visitato l'altro sito web. Questi siti web possono raccogliere dati su di te, usare cookie, integrare ulteriori tracciamenti di terze parti e monitorare l'interazione con essi, incluso il tracciamento della tua interazione con il contenuto incorporato se hai un account e sei connesso a quei siti web. Analytics Il sito raccoglie statistiche sulle visite tramite il servizio Google Analytics, la qui privacy policy può essere letta qui. Con chi condividiamo i tuoi dati I dati che conferisci tramite questo sito non vengono condivisi con nessuno. Per quanto tempo conserviamo i tuoi dati Se lasci un commento, il commento e i relativi metadati vengono conservati a tempo indeterminato. È così che possiamo riconoscere e approvare automaticamente eventuali commenti successivi invece di tenerli in una coda di moderazione. Quali diritti hai sui tuoi dati Se hai lasciato commenti, puoi richiedere di ricevere un file esportato dal sito con i dati personali che abbiamo su di te, compresi i dati che ci hai fornito. Puoi anche richiedere che cancelliamo tutti i dati personali che ti riguardano. Questo non include i dati che siamo obbligati a conservare per scopi amministrativi, legali o di sicurezza. Dove spediamo i tuoi dati I tuoi dati non vengono spediti al di fuori dell'Unione Europea.I commenti dei visitatori possono essere controllati attraverso un servizio di rilevamento automatico dello spam. Il nostro contatto Per informazioni sulla gestione della privacy puoi scriverci a lafionda.info@gmail.com
Save settings