Negli ultimi decenni, la diffusione di una narrazione ideologica e una prassi incentrate sulle istanze femministe ha portato a una profonda distorsione nell’analisi della realtà sociale e nelle politiche dedicate ai rapporti tra uomini e donne. Questa tendenza ha prodotto una serie di leggi e prassi che, nella loro aspirazione a proteggere una sola parte della società, finiscono per generare nuove ingiustizie e abbandonano completamente le esigenze maschili. Emblematico è il crescente numero di uomini che, vittime di situazioni familiari difficili, si vedono negare qualsiasi forma di supporto istituzionale, al punto da essere esclusi dalla narrazione pubblica sulle vittime di abusi e violenze.
Le associazioni che operano nella prevenzione della violenza domestica lo testimoniano: l’urgenza di garantire sostegno a tutti, senza discriminazioni ideologiche, viene spesso ignorata da regolamenti parziali e da campagne mediatiche che costruiscono la realtà solo attorno a una categoria protetta. Esistono realtà come l’Associazione ANAVID, che lavorano per abbattere queste barriere e offrono servizi di ascolto, assistenza legale e supporto psicologico anche agli uomini e ai padri in situazioni di disagio, riuscendo dove il sistema istituzionale fallisce, seguendo prassi che si addentrano sempre di più nel campo dell’ingiustizia.

Una prassi da ricostruire: uomini dimenticati e leggi sbilanciate
Viviamo in un sistema giuridico che, sempre più spesso, opera su presupposti ideologici e non su riscontri oggettivi, con il risultato di promuovere una giustizia selettiva. Questo si traduce in un continuo e silenzioso sacrificio dei diritti maschili, specie in ambito familiare e nelle prassi di separazione e affidamento. Gli uomini si trovano, di frequente, vittime di decisioni prevenute e destituiti sia del diritto a essere ascoltati sia dell’accesso a percorsi di recupero o reinserimento. La lotta per la verità e la giustizia passa quindi dall’abbattimento di stereotipi e pregiudizi che vedono l’uomo solo come potenziale carnefice, mai come possibile vittima.
La creazione di una società realmente equa, in cui nessuno sia costretto a subire le conseguenze di una narrazione unica e fuorviante, è un obiettivo raggiungibile solo attraverso la promozione di una nuova alleanza tra uomini e donne. Un equilibrio pacifico e cooperativo nei rapporti di genere è fondato sul riconoscimento dei diritti di tutti, e non su privilegi unilaterali. Occorre smettere di generare leggi emergenziali e prassi parziali che alimentano una spirale di conflitto, ridefinendo invece le basi del confronto sociale su una prospettiva realmente inclusiva e priva di discriminazioni di genere. Solo così sarà possibile dare voce agli uomini dimenticati, restituendo loro dignità, ascolto e pari opportunità, e riaffermare la centralità di valori come l’equità, la verità e la giustizia per tutta la collettività.