Salta al contenuto principale

La Fionda

Calunnie e miracoli italiani: quando una parola rovina una vita

Nel magnifico teatro della nostra giustizia a senso unico, le calunnie diventano una “ragazzata” e si trasforma in scudo impermeabile, soprattutto se a pagare il prezzo è un uomo. Prendiamo il caso del 53enne di Latina: qui basta la parola improvvisa di una giovane – una “confessione” estemporanea di stupri e molestie mai avvenuti – per trascinare un innocente fra le braccia dell’inferno giudiziario. E quando la stessa sedicente vittima, stanca della farsa, va in aula e ammette di aver mentito (perché privata di una vacanza), il colpo di scena è servito: “mi pento, ho fatto una sciocchezza”. Una sciocchezza… come rubare le sigarette dalla borsa della madre. Peccato che qui non si stia parlando di marachelle adolescenziali, ma di accuse potenzialmente letali per il destinatario.

Ed eccoci al punto: in quel gran racconto autoalimentato dove il verbo della “vittima” è legge e la voce dell’uomo puzza sempre di colpevolezza, capita l’inevitabile. Quando, finalmente, calunnie e menzogne vengono svelate, finisce tutto in barzelletta. Nessun linciaggio mediatico per la calunniatrice, nessun processo sommario sui social, nemmeno un accenno di riflessione sui danni devastanti patiti da chi è stato accusato ingiustamente. Anzi, si minimizza, si accampa la solita scusa: “altrimenti poi le donne non denunciano più”. E in un lampo la gravità della calunnia scivola via, come birilli abbattuti dal vento della retorica paludata.

calunnia, calunnie
“La calunnia” di Sandro Botticelli

Il peccato veniale delle calunnie

Questo sistema, lo sappiamo, incoraggia lo schema perfetto: chi utilizza le calunnie sa di poter quasi sempre contare sull’impunità, protetto dal tabù intoccabile che circonda ogni denuncia femminile. Intanto, agli uomini resta solo lo scomodo incarico di difendersi dalla macchina della giustizia e – ancora peggio – dal pregiudizio sociale che li pregiudica prima ancora del giudizio. Decenni di narrazioni monodirezionali hanno costruito un mondo in cui basta evocare parole magiche come stalking o molestie per vedere saltare in aria qualsiasi principio di innocenza, e chi osa dubitare viene subito bollato come complice. Il sistema giudiziario, da par suo, preferisce spesso gettare la polvere sotto il tappeto: piuttosto che indagare su calunnie conclamate, meglio archiviare, lasciando agli uomini solo le macerie della propria reputazione.

Non lamentiamoci se ormai abbiamo la società piena di uomini spezzati – colpiti da accuse tanto leggere da essere trattate come sciocchezze e poi abbandonate nello stesso modo. La sedicente vittima, in Italia, può cavarsela con un candido “mi sono sbagliata”, mentre le calunnie (e le relative false accuse) restano un miraggio nei tribunali e nella coscienza collettiva conta meno del furtarello di un adolescente. E così si va avanti, in questo miracolo italiano dove basta una parola per rovinare una vita, e ancora una parola – di pentimento – per chiudere il sipario sull’unica ingiustizia che, a quanto pare, non scandalizza più nessuno.



Condividi


Read Previous

La Commissione Parlamentare sul pulviscolo

Usiamo i cookie per personalizzare i contenuti e per analizzare il nostro traffico. Non condividiamo le tue informazioni né con i social media, né con affiliati pubblicitari. View more
Cookies settings
Accetta
Rifiuta
Politica su Privacy & Cookie
Privacy & Cookies policy
Cookie name Active
Chi siamo

Siamo un gruppo di studiosi attivi nell'analisi delle relazioni di genere e nella lotta contro il femminismo.

L'indirizzo del nostro sito è https://www.lafionda.com.

Quali dati personali raccogliamo e perché

Questo sito è gestito in Wordpress, che  non raccoglie dati personali sui visitatori e raccoglie solo i dati mostrati nella schermata profilo utente dagli utenti registrati, tuttavia in questo sito non è prevista alcuna registrazione degli utenti. Gli unici plugin che raccolgono dati sono quelli relativi al modulo di contatto per permettere agli utenti di scrivere alla redazione, e alla newsletter, che richiedono nome, cognome e indirizzo email.

Commenti

Quando i visitatori lasciano commenti sul sito, raccogliamo i dati mostrati nel modulo dei commenti oltre all'indirizzo IP del visitatore e la stringa dello user agent del browser per facilitare il rilevamento dello spam. Una stringa anonimizzata creata a partire dal tuo indirizzo email (altrimenti detta hash) può essere fornita al servizio Gravatar per vedere se lo stai usando. La privacy policy del servizio Gravatar è disponibile qui: https://automattic.com/privacy/. Dopo l'approvazione del tuo commento, la tua immagine del profilo è visibile al pubblico nel contesto del tuo commento.

Media Se carichi immagini sul sito web, dovresti evitare di caricare immagini che includono i dati di posizione incorporati (EXIF GPS). I visitatori del sito web possono scaricare ed estrarre qualsiasi dato sulla posizione dalle immagini sul sito web. Modulo di contatto Il modulo di contatto previsto dal sito prevede soltanto la raccolta di nome, cognome ed email di chi vuole scrivere alla redazione. Cookie Se lasci un commento sul nostro sito, puoi scegliere di salvare il tuo nome, indirizzo email e sito web nei cookie. Sono usati per la tua comodità in modo che tu non debba inserire nuovamente i tuoi dati quando lasci un altro commento. Questi cookie dureranno per un anno. Se visiti la pagina di login, verrà impostato un cookie temporaneo per determinare se il tuo browser accetta i cookie. Questo cookie non contiene dati personali e viene eliminato quando chiudi il browser. Quando effettui l'accesso, verranno impostati diversi cookie per salvare le tue informazioni di accesso e le tue opzioni di visualizzazione dello schermo. I cookie di accesso durano due giorni mentre i cookie per le opzioni dello schermo durano un anno. Se selezioni "Ricordami", il tuo accesso persisterà per due settimane. Se esci dal tuo account, i cookie di accesso verranno rimossi. Se modifichi o pubblichi un articolo, un cookie aggiuntivo verrà salvato nel tuo browser. Questo cookie non include dati personali, ma indica semplicemente l'ID dell'articolo appena modificato. Scade dopo 1 giorno. Cookie Gli articoli su questo sito possono includere contenuti incorporati (ad esempio video, immagini, articoli, ecc.). I contenuti incorporati da altri siti web si comportano esattamente allo stesso modo come se il visitatore avesse visitato l'altro sito web. Questi siti web possono raccogliere dati su di te, usare cookie, integrare ulteriori tracciamenti di terze parti e monitorare l'interazione con essi, incluso il tracciamento della tua interazione con il contenuto incorporato se hai un account e sei connesso a quei siti web. Analytics Il sito raccoglie statistiche sulle visite tramite il servizio Google Analytics, la qui privacy policy può essere letta qui. Con chi condividiamo i tuoi dati I dati che conferisci tramite questo sito non vengono condivisi con nessuno. Per quanto tempo conserviamo i tuoi dati Se lasci un commento, il commento e i relativi metadati vengono conservati a tempo indeterminato. È così che possiamo riconoscere e approvare automaticamente eventuali commenti successivi invece di tenerli in una coda di moderazione. Quali diritti hai sui tuoi dati Se hai lasciato commenti, puoi richiedere di ricevere un file esportato dal sito con i dati personali che abbiamo su di te, compresi i dati che ci hai fornito. Puoi anche richiedere che cancelliamo tutti i dati personali che ti riguardano. Questo non include i dati che siamo obbligati a conservare per scopi amministrativi, legali o di sicurezza. Dove spediamo i tuoi dati I tuoi dati non vengono spediti al di fuori dell'Unione Europea.I commenti dei visitatori possono essere controllati attraverso un servizio di rilevamento automatico dello spam. Il nostro contatto Per informazioni sulla gestione della privacy puoi scriverci a lafionda.info@gmail.com
Save settings