Salta al contenuto principale

La Fionda

Come distruggere un uomo in Italia, una falsa accusa alla volta

Nel meraviglioso mondo della giustizia italiana, distruggere un uomo è diventato un gioco da bambini. La parola “accusa” ha assunto una potenza magica: non serve più né un referto, né prove tangibili, basta la narrazione corretta e, possibilmente, il momento giusto – una separazione, un dissidio economico, una storia d’amore finita male. Il copione è sempre lo stesso, trito e obbligato: si parte con una denuncia, si spalancano le porte dei tribunali, la gogna mediatica si attiva, le statistiche sulla cosiddetta “violenza di genere” crescono a dismisura, senza una minima verifica sulla veridicità dei fatti. Così, ogni uomo può essere trasformato da un giorno all’altro nel “mostro” perfetto, e ogni accusa – vera o inventata – sarà comunque buona per alimentare la macchina della paura, della punizione e del ricatto.

La cronaca giudiziaria è un manuale a puntate su come si costruisce una (falsa) vittima perfetta per distruggere l’uomo falsamente accusato. Il caso di Taranto è paradigmatico: una ex moglie decisamente creativa ostacola il padre nelle visite alla figlia, si inventa scuse, poi denuncia… perché l’uomo non vede abbastanza la bambina. Una vera maratona giudiziaria, tra appuntamenti saltati e continui ricorsi, che sfocia nell’assoluzione piena – “il fatto non sussiste” – ma dopo anni di inferno per l’uomo, accusato a ripetizione. E se le accuse non bastano, le si crea dal nulla. Cambiando scena, a Genova va in onda la versione 2.0 dello storytelling giudiziario: ex compagna denuncia l’uomo per violenza sessuale, il giudice si trova davanti a “incongruenze significative” ma la richiesta di oltre 200.000 euro di risarcimento resta lì, a ricordarci che un’accusa basta a rovinare vite. E mentre lui perde futuro e reputazione, resta solo la beffa di una completa assoluzione e uno stigma eterno.

uomo, disperato, salute, distruggere

La falsa accusa conviene: jackpot garantito (per chi accusa) per distruggere l’uomo

Nel gioco a premi della denuncia facile, anche senza prove, il sistema regala condanne sociali e giudiziarie praticamente a chilometro zero. Ad Ancona abbiamo il “giovane papà” che per recuperare un minimo di rapporto con la figlia si ritrova accusato di maltrattamenti, stalking, rapimento e minacce di sterminio familiare. Una tempesta di infamie: assolto da tutto, tranne che dall’aver chiamato “troppo spesso” la ex per vedere la bambina; condanna servita fredda – perché insistere per esercitare la paternità, oggi, può risultare un delitto che finisce per distruggere tutto. Cambiano le regioni, ma il pattern è sempre quello: la macchina infernale della denuncia, alimentata da ex risentite e da un sistema che di verificare i fatti non ha tempo (né voglia), raccoglie le vittime maschili ogni giorno. Tanto più l’accusa è roboante, tanto più la narrazione si fa tossica: chiedi di vedere tua figlia? Ti dico no. Insisti? Ecco lo stalking. E la partita la vinci solo tu: la denuncia entra nelle statistiche, la vita dell’uomo è segnata per sempre.

Può bastare una parola, senza prova alcuna, perché la macchina si metta in moto a distruggere senza pietà. Ad Agrigento, un uomo viene accusato da una minorenne disabile di violenza sessuale; per lui arresto, processo, disonore tombale. Poi, finalmente, la verità: tutto inventato dalla famiglia per motivi di denaro. Ennesima assoluzione, ennesima vita spezzata – ma la voce “violenza sulle donne” resta in classifica. E a Catanzaro bastano due anni di “divieto di avvicinamento” e di esistenza sospesa per una denuncia di stalking farlocca dopo la fine di una convivenza: raggio d’azione della giustizia zero, conclusione identica – assolto, ma nessuno cancella il danno. Da lì si passa al comico (se non fosse tragico) con il caso Cerrone di Foggia, in cui la scomparsa della donna bastava per condannare l’uomo “di turno” a dodici anni da incubo giudiziario. Quando la macchina perde il colpevole, punta sul solito ex – e nessuna assistenza, nessun diritto di verità. Se le vite degli uomini vengono dissolte e le statistiche della “violenza di genere” crescono artificiosamente, la vera domanda non è nemmeno più “chi paga”, ma: chi si salva, davvero, da questo circo? E la risposta, nell’Italia delle accuse a gettone, è sempre la stessa: nessuno, se uomo.



Condividi


Read Previous

Amore e amicizia

Politica su Privacy & Cookie
Privacy & Cookies policy
Cookie name Active
eu_cookies_bar
eu_cookies_bar_block
Chi siamo

Siamo un gruppo di studiosi attivi nell'analisi delle relazioni di genere e nella lotta contro il femminismo.

L'indirizzo del nostro sito è https://www.lafionda.com.

Quali dati personali raccogliamo e perché

Questo sito è gestito in Wordpress, che  non raccoglie dati personali sui visitatori e raccoglie solo i dati mostrati nella schermata profilo utente dagli utenti registrati, tuttavia in questo sito non è prevista alcuna registrazione degli utenti. Gli unici plugin che raccolgono dati sono quelli relativi al modulo di contatto per permettere agli utenti di scrivere alla redazione, e alla newsletter, che richiedono nome, cognome e indirizzo email.

Commenti

Quando i visitatori lasciano commenti sul sito, raccogliamo i dati mostrati nel modulo dei commenti oltre all'indirizzo IP del visitatore e la stringa dello user agent del browser per facilitare il rilevamento dello spam. Una stringa anonimizzata creata a partire dal tuo indirizzo email (altrimenti detta hash) può essere fornita al servizio Gravatar per vedere se lo stai usando. La privacy policy del servizio Gravatar è disponibile qui: https://automattic.com/privacy/. Dopo l'approvazione del tuo commento, la tua immagine del profilo è visibile al pubblico nel contesto del tuo commento.

Media Se carichi immagini sul sito web, dovresti evitare di caricare immagini che includono i dati di posizione incorporati (EXIF GPS). I visitatori del sito web possono scaricare ed estrarre qualsiasi dato sulla posizione dalle immagini sul sito web. Modulo di contatto Il modulo di contatto previsto dal sito prevede soltanto la raccolta di nome, cognome ed email di chi vuole scrivere alla redazione. Cookie Se lasci un commento sul nostro sito, puoi scegliere di salvare il tuo nome, indirizzo email e sito web nei cookie. Sono usati per la tua comodità in modo che tu non debba inserire nuovamente i tuoi dati quando lasci un altro commento. Questi cookie dureranno per un anno. Se visiti la pagina di login, verrà impostato un cookie temporaneo per determinare se il tuo browser accetta i cookie. Questo cookie non contiene dati personali e viene eliminato quando chiudi il browser. Quando effettui l'accesso, verranno impostati diversi cookie per salvare le tue informazioni di accesso e le tue opzioni di visualizzazione dello schermo. I cookie di accesso durano due giorni mentre i cookie per le opzioni dello schermo durano un anno. Se selezioni "Ricordami", il tuo accesso persisterà per due settimane. Se esci dal tuo account, i cookie di accesso verranno rimossi. Se modifichi o pubblichi un articolo, un cookie aggiuntivo verrà salvato nel tuo browser. Questo cookie non include dati personali, ma indica semplicemente l'ID dell'articolo appena modificato. Scade dopo 1 giorno. Cookie Gli articoli su questo sito possono includere contenuti incorporati (ad esempio video, immagini, articoli, ecc.). I contenuti incorporati da altri siti web si comportano esattamente allo stesso modo come se il visitatore avesse visitato l'altro sito web. Questi siti web possono raccogliere dati su di te, usare cookie, integrare ulteriori tracciamenti di terze parti e monitorare l'interazione con essi, incluso il tracciamento della tua interazione con il contenuto incorporato se hai un account e sei connesso a quei siti web. Analytics Il sito raccoglie statistiche sulle visite tramite il servizio Google Analytics, la qui privacy policy può essere letta qui. Con chi condividiamo i tuoi dati I dati che conferisci tramite questo sito non vengono condivisi con nessuno. Per quanto tempo conserviamo i tuoi dati Se lasci un commento, il commento e i relativi metadati vengono conservati a tempo indeterminato. È così che possiamo riconoscere e approvare automaticamente eventuali commenti successivi invece di tenerli in una coda di moderazione. Quali diritti hai sui tuoi dati Se hai lasciato commenti, puoi richiedere di ricevere un file esportato dal sito con i dati personali che abbiamo su di te, compresi i dati che ci hai fornito. Puoi anche richiedere che cancelliamo tutti i dati personali che ti riguardano. Questo non include i dati che siamo obbligati a conservare per scopi amministrativi, legali o di sicurezza. Dove spediamo i tuoi dati I tuoi dati non vengono spediti al di fuori dell'Unione Europea.I commenti dei visitatori possono essere controllati attraverso un servizio di rilevamento automatico dello spam. Il nostro contatto Per informazioni sulla gestione della privacy puoi scriverci a lafionda.info@gmail.com
Save settings