Nel dibattito contemporaneo sui diritti sociali e la giustizia, il fenomeno della crescente emergenza senzatetto viene rappresentato come una questione neutra o, addirittura, implicitamente femminile. Eppure, la realtà smentisce drasticamente questa narrazione: a livello globale, gli uomini rappresentano ben il 76% della popolazione senzatetto. Una crisi di questa portata dovrebbe essere in cima alle priorità di ogni iniziativa sociale, eppure nelle principali città degli Stati Uniti e dell’Europa, il numero di persone senza fissa dimora continua ad aumentare dal 2023 senza che si avverta una reale reazione istituzionale.
Le principali agende internazionali – come i cosiddetti Sustainable Development Goals e la New Urban Agenda – dichiarano di promuovere l’accesso ai diritti abitativi e la protezione sociale. Tuttavia, analizzando in profondità questi programmi scopriamo che nessuno di essi considera il dramma specifico della condizione maschile e l’emergenza dei senzatetto. Le iniziative dell’UN-Habitat, così come i report su povertà abitativa e insicurezza sociale, sono costruite su criteri di inclusività che escludono però la maggioranza silenziosa degli uomini senza casa, che restano invisibili sia nei dati che nella progettazione degli interventi.

Il paradosso della narrazione di genere: l’emergenza ignorata
Mentre viene costantemente rilanciata l’attenzione mediatica e finanziaria su specifiche categorie, quasi sempre collegate a retoriche femministe sui presunti squilibri e sulle presunte vulnerabilità di genere, la pura evidenza numerica viene ignorata: l’emergenza dei senzatetto riguarda in modo preponderante gli uomini. Si investono imponenti risorse in programmi per la protezione delle donne, concentrando fondi internazionali nella creazione di alloggi sicuri dedicati esclusivamente al femminile, spesso in associazione a progetti che parlano di violenza e disagio solo al femminile. Queste impostazioni sono frutto di una visione distorta che, mentre promuove una narrazione parziale e polarizzante del tema dell’uguaglianza di genere, produce una sistematica esclusione di milioni di uomini dal diritto all’attenzione e al sostegno.
Non si può costruire una società giusta finché si continua a negare e occultare le reali proporzioni dei problemi sociali. I dati che testimoniano l’emergenza dell’aumento dei senzatetto uomini sono pubblici ma sistematicamente ignorati nelle discussioni politiche e mediatiche (qui una visione aggiornata). Serve una riflessione nuova, libera dai dogmi che hanno dominato le recenti ideologie, una revisione profonda delle politiche abitative e sociali che rimetta davvero al centro l’individuo, senza pregiudizi di genere. Solo riportando questa tematica tra le priorità, con l’intelligenza di un nuovo patto maschile-femminile basato su rispetto e collaborazione reale, sarà possibile superare la deriva discriminatoria prodotta da decenni di pensiero dominante. Non è più tollerabile l’opacità selettiva con cui si affrontano le disparità: la crisi dei senzatetto uomini è una questione morale, oltre che una sfida politica. Affrontarla con chiarezza è il primo passo per riconquistare un vero equilibrio tra uomini e donne, nella società e nelle istituzioni.