Emilio Vincioni: occhio alle ladre di bambini

Emilio ha un’altra storia da raccontare alle madame che si preparano da giorni alla loro kermesse di menzogne e retorica. Ed è la storia delle ladre di bambini. Ce ne sono sempre state, non è una grande novità: la moglie straniera decide di partorire nel proprio paese natale e poi non torna più. E’ sottrazione internazionale di minori? Certamente sì. Ma al di là di quello che ne è del Padre? Nulla, sono affari suoi. Ci sta che la moglie, a questo punto l’ex moglie, si manifesti come malevola una volta diventata madre. Capita molto di frequente, ahimè. Ma qualcuno dovrebbe tutelare il minore appena nato e, in seconda battuta, l’altro genitore, o no?

No, in Italia non va così. In generale e in special modo se sei uomo e, nello specifico, Padre del bambino sottratto. Quello che ti resta da fare è pagare, pagare, pagare. Mantenere la tua ex dolce metà là dove ha deciso di restare insieme all’esito di ciò che era un progetto familiare poi risultato una truffa. Lo Stato italiano, in questi casi, non muove un dito per assistere e aiutare cittadini neonati sequestrati e negati nel loro diritto ad avere un genitore maschio. Che deve lottare come un leone, nonostante le ferite, per ottenere il minimo, spesso il nulla, anzi anche il danno, come ci racconta bene Emilio.

Un diritto sacrosanto, quello di avere due genitori.

Eppure Emilio non molla e non mollerà mai. Come tutti i gli Uomini-Padri che in questi giorni vengono raccontati come assassini, violenti, abusanti, stupratori, maltrattanti dalle mistificatrici di professione, che sul web e nelle piazza si autoproclamano portavoce dei diritti di tutte le donne, Emilio non molla. Perché esse rappresentano la menzogna e il male, e di sicuro non rappresentano le molte donne e madri consapevoli e corrette. Tuttavia sono le bugie diffuse come quelle di questi giorni a costringere Emilio a una lotta dispendiosissima in termini economici ma soprattutto emotivi. Se da quattro anni non può vedere sua figlia, è anche colpa delle bugie che in questi giorni raggiungono la loro apoteosi.

Ebbene, la testimonianza di Emilio, al fianco del quale siamo tutti, è un monito per tutti coloro che intendono diventare Padri. Attenzione perché la strada verso il “win-for-life” è aperta per le molte donne dal cuore nero. E lo è anche per la versione falsata dei fatti che si impone ad ogni livello, quella per cui un Uomo e Padre può, anzi deve avere il suo “lose-for-life”, quasi fosse una pena meritata. Che alla fine si ritorce contro un diritto sacrosanto, quello di avere due genitori, e contro la vita stessa di chi oggi, bambino, risulta orfano di Padre vivente.

A voi che berciate ora i vostri slogan nelle piazze, inducendo e ispirando l’assenza di Stato e istituzioni nei casi come quello di Emilio dico: abbassate la testa, tacete e ascoltate le sue parole. Questo è un Uomo, questo è un Padre. E io lo ringrazio per la sua testimonianza.

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