Magistratura da incubo: una storia vera a puntate (3)

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Dopo aver esperito quanto ritenuto istituzionalmente necessario al nostro Don Chisciotte non resta che aspettare. È preoccupato per molte cose, tra le quali l’alienazione di gioielli di famiglia per cui rimpiange più il valore affettivo che il valore venale. La cosa che però lo assilla maggiormente è la sparizione del libretto postale cointestato a madre e sorella. Con tale documento ha vissuto uno sgradevole episodio. I primi di maggio 2019 era andato a ritirare dei soldi per la sorella ma, malgrado la regolarità dei suoi documenti e le sue argomentazioni, non gli era stato consentito perché la carta d’identità della madre in possesso dell’ufficio era scaduta. Aveva dovuto perdere del tempo e produrre alcune certificazioni prima di poter effettuare qualunque operazione. Il 6 maggio 2019, munito della procura generale della sorella, ha prelevato del denaro. Dell’operazione fatta, non solo ma soprattutto per ragioni di sicurezza e andata a buon fine, ha avvertito madre e sorella. Subito dopo, per ulteriore correttezza, ha spillato sul libretto un memorandum con sua firma che attestava il prelievo e la sua disponibilità a soddisfare le periodiche richieste di soldi delle aventi diritto.

Il 3 luglio 2020 il nostro protagonista riceve una comunicazione dell’avvocato, incontrato casualmente a casa della madre il 12 giugno 2020 e diffidato dall’assumere incarichi per le due invalide, che lo informa di essere diventato procuratore di sua madre con ampio mandato: «A nome e per conto della sig. [xxx] dalla quale ho avuto ampio mandato, con la presente le significo che per qualsiasi necessità dovrà rivolgersi al sottoscritto procuratore. Sua mamma è in un momento delicato dal punto di vista emotivo, pertanto non dovrà ricevere pressione di alcun genere da parte sua, ritenendosi responsabile per ogni suo operato. Certo di un riscontro positivo e di una fattiva collaborazione invio distinti saluti. Avv. [xxx]». Il 6 luglio 2020 l’uomo risponde all’avvocato, rammentandole quanto aveva documentato e chiesto il 12 giugno 2020, quando l’avevo trovato a casa della madre: «La presente per rammentarle che alle ore 10 circa del 12/6/2020, trovandola inaspettatamente a casa di mia madre, insieme alla di lei nipote [xxx], ho sottoposto alla sua attenzione adeguata documentazione sulle difficoltà amministrative di mia madre, la novantunenne [xxx]. In quella circostanza l’ho fermamente invitata a non accettare incarichi da parte della stessa. Tanto le dovevo. Dott. [xxx]». Il 14 luglio 2020 l’uomo riceve le giustificazioni dell’avvocato: «Con la presente le rinnovo l’invito da parte di sua madre di rivolgersi al mio studio per qualsiasi necessità. Come le ho preannunciato il giorno dell’incontro avvenuto in data 12/6 c.a. sua madre nelle sue piene facoltà mentali ha invitato la sottoscritta ad un colloquio. Pertanto non dovevo comunicare con nessuno tanto meno con lei che fino a quel momento non avevo il piacere di conoscere. Se lei reputa sua mamma non in grado di intendere e volere, può agire, come da me suggerito, presso il tribunale di competenza. Sarà il giudice tutelare a sentenziare in merito. Distinti saluti, Avv. [xxx]».

giudice

La scomparsa del libretto a doppia intestazione con importante memorandum allegato va ad aggiungersi alla precedente perdita di alcuni appunti contabili redatti dall’istante per tenere separati i propri soldi da quelli della sorella con salute in peggioramento. Stavano insieme a delle dichiarazioni di redditi e anche questi sono andati perduti. È come se qualcuno si sia divertito ad aggiungere confusione in una situazione già precaria. L’uomo è sopraffatto dai problemi che incalzano. Se nel prossimo futuro fosse costretto a ricoverare la sorella in una RSA servirebbe una quantità di soldi veramente notevole. Attualmente, nel caso una famiglia venga colpita da gravi infermità, la pressoché scomparsa del welfare la porta in breve a precipitare nella povertà e nell’emarginazione. Per amara esperienza diretta l’uomo sa che in caso di mancato pagamento della retta mensile le direzioni delle RSA attaccano l’eventuale patrimonio immobiliare del ricoverato, e in situazioni di insolvenza buttano il disabile in mezzo ad una strada. Spera che nell’udienza stabilita dal giudice tutelare per il 27 luglio 2020 si possa definire almeno il procedimento giudiziario per l’amministrazione della madre e prepara la seguente memoria da portare in tribunale.

«Subito dopo aver depositato in codesto ufficio l’istanza per ottenere la nomina di Amministratore di Sostegno ho fatto denuncia presso la Stazione dei Carabinieri di [xxx] per sospetto furto e raggiro di due persone disabili (mia madre e mia sorella). Tra le altre cose ho denunciato l’irrituale presenza di un avvocato a casa di mia madre il giorno 12/6/2020 alle ore 10 circa. Nel corso di questo casuale incontro è apparso palese che mia madre è affetta da sordità, va soggetta a stati di confusione interpretativa, ha vuoti di memoria, ha limitate capacità di discernere. In quella circostanza era coadiuvata nel colloquio da una sua nipote. Al fine di evitare possibili malintesi ho fatto subito presente all’inatteso ospite che mia madre è invalida al 100% ed è assistita dallo scrivente in ogni sua azione da moltissimi anni. Ho fatto presente, fornendo adeguata documentazione al mio interlocutore, che le sue condizioni di salute si stavano aggravando. Ho inoltre segnalato che le ultime disarmonie comportamentali di mia madre, vittima di un amore viscerale per il possesso di soldi, restia a firmare qualunque documento e a pagare le tasse alle scadenze canoniche, mi avevano creato e mi stavano creando altri grossi problemi di amministrazione ordinaria. Per tali ragioni ho diffidato il disinvolto avvocato dall’assumere qualunque incarico per conto della novantunenne [xxx] documentatamente affetta da diverse infermità.

anziana

Dal 12/6/2020, giorno nel quale ho avuto l’abboccamento di cui sopra, nessuno si è preoccupato che la “protezione” dell’anziana sia stata da me garantita e di fatto assicurata spontaneamente fin dall’anno 2006 (anno della morte di mio padre), nessuno si è preoccupato di riferirmi dove è finito il libretto postale su quale viene/veniva accreditata mensilmente la pensione della stessa, nessuno si è preoccupato di risolvere i problemi collegati alle esorbitanti richieste di pagamenti indebiti da parte di una società di servizi, nessuno si è preoccupato di effettuare la denuncia dei redditi 2020, nessuno si è preoccupato di restituirmi o di farmi restituire le migliaia di euro spesi negli ultimi mesi per mia madre. I primi di luglio 2020 la nipote della donna, quella presente all’incontro con l’avvocato del 12 giugno scorso si è lamentata con me per la mancata consegna della pensione di mia sorella. Il 3/6/2020 ho ricevuto una comunicazione dell’avvocato precedentemente citato in cui lo stesso affermava che si era fatto nominare procuratore di mia madre con ampio mandato.

L’esistenza di una procura, peraltro discutibile per tempi, metodi e circostanze di rilascio, non preclude la nomina di un amministratore di sostegno. Cosa affermata anche dal Tribunale di Novara con decreto del 4 agosto 2016: “L’accertamento di una condizione di infermità del soggetto già di per sé impedirebbe, infatti, la possibilità di una vigilanza consapevole e attenta dell’operato del procuratore precedentemente istituito. E opinando diversamente si giungerebbe al paradosso di lasciare il soggetto, nonostante la sua sopravvenuta incapacità, in balìa degli effetti di una procura precedentemente conferita”. Oggi 27/7/2020 ribadisco la mia richiesta anche per correre ai ripari in relazione a possibili conseguenze di azioni già compiute da altri con l’inconsapevole beneplacito di mia madre».

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