Magistratura da incubo: una storia vera a puntate (60)

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Abbiamo ricevuto in data odierna, copia del rifiuto della sospensiva del decreto del giudice tutelare per la nomina dell’A.d.S. esterno al nucleo familiare del reclamante. E’ un documento della corte d’appello adita. Rivolgendo il nostro caldo pensiero al prof. Carlo Gilardi, rinchiuso contro la sua volontà dentro una RSA; a Ibrahim El Mazoury, condannato per circonvenzione d’incapace; agli ospiti stranieri del professore, attualmente sotto processo per lo stesso reato; ai giornalisti che hanno documentato la vicenda, prossimi ad essere processati per diffamazione; a Sonia, che sta presidiando con ammirevole testardaggine la RSA lecchese nella quale è segregato il “santo di Airuno”, senza aggiungere alcun commento, proponiamo al lettore la lettura delle motivazioni:

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In merito all’istanza di sospensiva nel procedimento iscritto al n. XXXX -1 anno 2021 R.V.G. promosso da XXXXX, elettivamente domiciliato presso lo studio dell’Avv.to XXXX che lo rappresenta e difende per mandato in atti nei confronti di C. T. in qualità di amministratore di sostegno di XXXX, difesa in proprio e domiciliata presso il suo studio XXXX, Con l’intervento del Sostituto Procuratore Generale. OGGETTO: istanza di sospensione degli effetti del decreto del Tribunale di XXXX, – giudice Tutelare – depositato l’undici agosto 2021 reso nel proc. XXXX/2020 rvg – amministrazione di sostegno –. Rilevato che a fondamento della richiesta di sospensione degli effetti del decreto impugnato il reclamante adduce in primo luogo un pericolo immediato per il patrimonio della sorella amministrata XXXX, temendo in particolare che sia portato a compimento in modo irreversibile la spoliazione di gioielli e beni mobili asseritamente iniziata nel 2019 e non arginata dall’intervento del Giudice Tutelare; sostiene poi che sarebbe sempre più grave il pericolo di istituzionalizzazione della sorella e quindi dello sradicamento della stessa dalla casa ove vive e infine ritiene che la nomina di un amministratore di sostegno estraneo costituisca un possibile vulnus per il fragile equilibrio psichico della congiunta. L’istanza non è suscettibile di accoglimento.

Rileva in primo luogo la prossimità dell’udienza di discussione ( fissata a giugno 2022 ); in secondo luogo l’appropriazione dei beni della sorella da parte di terzi appare riguardare un periodo antecedente l’apertura del procedimento e non è stata depositata documentazione attestante depauperazioni successive; in terzo luogo non vi sono atti che attestino una prossima istituzionalizzazione della sorella né che confortino la tesi dell’aggravamento della fragilità psichica per l’intervento dell’amministratore odierno; in buona sostanza non risultano elementi che giustifichino un provvedimento interinale antecedente quello di merito. PQM la Corte, respinge l’istanza.


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giudice

 

I coristi del bellicismo italico fanno a gara per scodinzolare spudoratamente dietro il signore nordamericano. Intellettuali, giornalisti, strateghi ed esperti d’arte militare si avvicendano in televisione per spiegarci quanto sia cattivo l’autocrate pietroburghese. La complessità del quadro geopolitico e la storicizzazione dei fatti, guerre incluse, passate o presenti, è fuori della loro visuale. Tutti insieme contro il guerrafondaio Vladimir Putin mentre il Paese continua ad andare sempre più a fondo. Ora anche per le ritorsioni che sta attuando la Russia, colpita dalle sanzioni del “mondo libero”. Se certi personaggi mettessero il loro zelo nel pressare il legislatore, da decenni prono a tutti i poteri opachi che lo controllano ed indirizzano, le istituzioni fondamentali, magistratura compresa (quella parte ridotta a costola putrescente di egemonie criminali) potrebbero nascere a nuova vita. Il procuratore generale della corte d’appello di Perugia “ritiene che dalle condotte tenute dall’avvocato Piero Amara nei procedimenti penali, nei quali è attualmente sottoposto ad indagini, non emerga la volontà di collaborazione, ma al contrario si sia in presenza di una commissione sistematica di reati gravissimi, con una disinvolta spregiudicatezza volta ad inserirsi in un contesto criminale di destabilizzazione delle istituzioni e di discredito e di sfiducia nel sistema giudiziario”. Non abbiamo gli elementi per esprimersi in merito, ma è nostra convinzione che un personaggio di questo tipo non sarebbe arrivato da solo dove è arrivato se non avesse trovato un ambiente già gravemente corrotto, dove se non c’è esplicita adesione alle varie e possibili combine si riscontra quanto meno omertà.

La nostra storia continua e, per comodità del lettore, prima di fornire un nuovo documento, facciamo un sintetico compendio. Nel 2020 l’anziana madre invalida del reclamante avrebbe dovuto firmare una procura generale per consentire al proprio figlio di subentrare nell’amministrazione di diverse faccende. Tra le cose più pressanti c’era l’esigenza di ripristinare il postamat con il quale l’uomo prelevava mensilmente anche la sua pensione. A motivo della carta da tempo “scaduta” era lui stesso che le forniva il denaro necessario per vivere. L’anziana genitrice, in periodo di restrizioni anti-pandemiche era stata avvicinata e frequentava altre persone. Spesso si lamentava con il nostro amico per la scomparsa di oggetti e documenti. Il giorno fissato per la firma della procura citata, coadiuvata dai consigli telefonici di un avvocato e dalla presenza di una parente, ha rifiutato di firmare l’atto concordato con lo studio notarile qualche mese prima. Notaio e collaboratore sono stati messi alla porta dell’abitazione dell’anziana donna disabile dove si erano appositamente recati. Qualche giorno dopo, proprio per proteggere le sue congiunte da malintenzionati, il figlio ha fatto denuncia in una stazione dei carabinieri. Da quell’evento si è dipanata l’incredibile storia che stiamo narrando. Dopo circa due anni, sta per approdare in corte d’appello con due reclami (il 9 giugno 2022 per contestazione A.d.S. di madre-sorella) e in tribunale con un altro reclamo per quanto deciso ed impropriamente richiesto in sede di giuramento dal G.T. : ”Viene sollecitata l’avv. C.T. alla verifica della situazione patrimoniale e soprattutto alla verifica e rintraccio delle somme gestite dal sig. XXXX mediante procura generale”. Per la circostanza e per l’udienza del 18 marzo 2022 l’avvocato (non personalmente lo stesso ricorrente), senza entrare in contraddittorio con quanto asserito dall’amministratore di sostegno C.T., ha scritto e depositato quello che mettiamo di seguito. Non è una memoria “esplosiva” ma è dignitosa nell’affermare l’essenziale: Perché il reclamante (che stava difendendo legittimamente le proprie congiunte) è stato processato dal giudice tutelare?

anziana

Nei confronti dell’Amministratore di Sostegno della Sig.ra XXXX, nominato nella persona dell’Avv. C. T. RESISTENTE. Premesso che il ricorrente impugnava il provvedimento emesso dal Giudice Tutelare del Tribunale di XXXX nella procedura n. XXXX/2020; che veniva depositata anche ISTANZA DI SOSPENSIONE DI ESECUTORIETA’ DEL PROVVEDIMENTO impugnato (ancora in riserva dal 3/3/2022), atteso che: Sia per la madre che per la sorella, lo stesso reclamante si è sempre profuso, anche e soprattutto durante l’assenza dei nominati amministratori di sostegno, ma incomprensibilmente, per la Procura della Repubblica di XXXX e per il Giudice Tutelare di XXXX il Sig. XXXX è già stato processato e ritenuto indegno a ricoprire la carica; il reclamante ha ragione di temere che venga portata a compimento in maniera irreversibile l’opera di spoliazione già cominciata dal 2019 con l’alienazione di vari ricordi e di oggetti preziosi di famiglia, atteso che dopo l’ingresso di estranei in casa della sig.ra  XXXX/XXXX, nessuno ed ancor meno il Giudice Tutelare adito, ha potuto evitare la vendita di oro e gioielli, in parte documentata con alcune ricevute di vendita a terzi di oggetti preziosi. Che il reclamante teme che l’estromissione del figlio dal contesto familiare sia un passaggio propedeutico per allontanare la sig.ra XXXX e XXXX dal proprio appartamento e collocarle in una RSA.

Che l’impegno profuso dal reclamante nel corso degli ultimi 15 anni, anche a costo di significative limitazioni delle proprie libertà personali, è stato finalizzato proprio ad evitare alla madre ed alla sorella di finire in una struttura dalla quale sarebbero uscite solo da decedute. Che ulteriore dubbio è costituito dal fatto che l’amministratore nominato dal Giudice Tutelare, o il suo delegato con la sua presenza, potrebbe in qualche modo compromettere le precarie condizioni mentali della sorella del ricorrente (La fragilità di salute della donna potrebbe suggerire il pretesto per un intervento giudiziario anche ai suoi danni, con il rischio che anche quest’ultima potrebbe essere ricoverata in una RSA, evento che il dott. XXXX ha sempre cercato di evitare). Che in ossequio all’Ordine del Giudicante, la presente difesa notificava il provvedimento d’impugnazione con pedissequo decreto fissazione udienza all’amministratore di sostegno n.q. Solo da poco ha giurato un nuovo amministratore, che si è costituito con una memoria che si impugna e contesta e, tutto ciò premesso e considerato. In ossequio all’Ordine del Giudice, di trattazione scritta della causa, il Dott. XXXX, a mezzo della presente difesa, si riporta ai propri atti e, confida nell’accoglimento della presente domanda di accoglimento del reclamo, per come rassegnata nell’atto introduttivo.

giudice

Nel cominciare il nostro racconto non avremmo mai immaginato di arrivare così lontano con la nostra storia e con alcune analisi fatte a margine. Chissà se il nostro puntuale scrivere servirà a qualche lettore per non finire devastato da eventi simili. In the time of universal deception telling the truth is a revolutionary act. La realtà ha superato il mondo immaginato da George Orwell e molti animali a sangue freddo, con la grande capacità di adattamento che è loro propria, tengono il Paese in condizioni socio-politiche-economiche critiche. Impensabili pasdaran nostrani fanno praticamente propaganda di guerra quotidianamente. Si avvalgano persino delle più moderne tecnologie, come il deepfake, per veicolare i loro messaggi. Fino a ieri i loro nemici diciarati erano i non vaccinati anti-Covid19, oggi sono i Russi. Nessuno di questi soggetti (sempre pronti ad abbracciare qualunque causa sia utile al dominus) sembra conoscere il comportamento sfuggente o apertamente contrario dell’UE, degli USA e del Canada nel condannare, tramite una risoluzione presentata nel 2014 all’ONU, le manovre di glorificazione dell’ideologia nazista in Ucraina e la successiva negazione dei crimini di guerra in tale convinzione consumati. Nessuno ricorda la persecuzione contro la popolazione russofona, gli accadimenti, a cui hanno seguito la strage di Odessa nel 2015 e il conflitto in Donbass con migliaia di morti negli anni successivi. Nel segno dell’iguana, cancellando d’un sol colpo la simpatia e l’amicizia che hanno sempre legato il Popolo russo ed il Popolo italiano, la classe “dirigente” del nostro Paese, con le sue diligenti e servili esternazioni, si è guadagnata un “meritato rimprovero” da parte di Aleksej Paramonov, direttore del Dipartimento europeo del Ministero degli Affari esteri moscovita.

Il funzionario ha minacciato “conseguenze irreversibili” nei confronti di Roma, puntando il dito verso l’attuale governo, colpevole di non essere grato, per numerose ragioni, nei confronti del Cremlino. Il prezzo del carburante (anche se diminuito dall’Esecutivo) si aggira intorno ai due euro al litro, ma questo non è un problema che riguarda i nostri vassalli della “guerra infinita”, notoriamente praticanti e propugnatori dell’etica del sacrificio del singolo per il bene supremo della collettività. Secondo certi patrioti da salotto televisivo ci mancherebbe pure che gli Italiani non subordinassero il rispetto di valori superiori alle forniture di gas e all’importazione di altri beni di consumo basilari per vivere. Nella tragedia di una guerra in corso, se non per pudore, certe voci dovrebbero silenziarsi sia ripensando alla gloriosa storia del fiero popolo russo, che alla sua colossale potenza militare. Con il trascorrere dei decenni agli Italiani non è stato fatto mancare nulla. Le classi sub dominanti hanno attraversato con nonchalance le acque agitate delle vicende P2, P3 e P4. Oggi fanno gli equilibrismi tra gli “avvertimenti” di Putin, la propaganda antirussa, lo stato patologico della giurisdizione, le ributtanti vicende ad essa connesse, le chiacchiere e le indagini che riguardano la Loggia Ungheria (lugubre fantasma di un passato che ritorna o, per meglio dire, non è mai andato via?). La legge n. 17/1982 contiene le norme di attuazione dell’art. 18 della Costituzione in materia di associazioni segrete. La segretezza delle associazioni è guardata con sospetto dalla legge ed il dettato costituzionale pone una sorta di presunzione di illiceità a carico di tutte le forme di aggregazionismo celato, ritenendo che ciò che viene fatto nel segreto sia illegale. Nei fatti di pene erogate per questo reato ce ne sono state poche. Se la memoria non ci inganna, soltanto nel 2018 sono stati condannati per appartenenza ad associazione segreta due faccendieri. Per essere concreti bisogna ammettere che per i gruppi che comandano, o intendono comandare sugli altri, è meglio se le decisioni fondamentali e gli affari più rilevanti di una comunità vengono gestiti attraverso canali sotterranei invisibili, in modo che i cittadini abbiano la sensazione di essere governati nell’ambito di una democrazia, mentre invece le vere decisioni sono assunte attraverso percorsi diversi, non trasparenti e spesso esiziali per i governati.

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Senza fare voli pindarici o grandi ricerche è sufficiente leggere alcune riflessioni di Gustavo Zagrebelsky o le confessioni di Luca Palamara. In troppe sfere particolari si riscontrano numerose vicende che, con l’ottica della persona pulita, appaiono “inspiegabili”. Se a Catanzaro tre mascalzoni bloccano in auto un imprenditore, lo minacciano e lo taglieggiano, quando vengono scoperti, in prima istanza, debbono rispondere subito dell’art. 416-bis del codice penale (Associazione di tipo mafioso). In altre zone ed in altri contesti storie analoghe godrebbero di sicura impunità. Ad esempio un gruppo ipotetico di notabili (dei politici, dei professionisti, un avvocato, un giudice tutelare ed un consulente di tribunale, opportunamente “associati” tra loro) potrebbe derubare e rinchiudere in un’istituzione totale qualunque italiano senza rischiare nulla. Lo potrebbe fare alla luce del sole. Eppure “L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri”. Ma chi controlla i controllori se magari questi sono membri di una setta clandestina? Ci chiediamo con trepidazione che fine abbia fatto Lando Buzzanca. Il bravo attore, dopo un malessere, è stato sottoposto ad un’amministrazione di sostegno, come tante altre persone fragili, anche se meno conosciute di lui. Tutto ciò che infrange l’integrità della persona (le sevizie inflitte al corpo e alla mente, le coercizioni psicologiche, tutto ciò che offende la dignità, le reclusioni arbitrarie, la riduzione in schiavitù) insulta l’umanità e chiede vendetta.

Abbiamo visto sparire e defilarsi tutti quelli che avevano titolo per intervenire, correggere e/o sanzionare (dal pesce in barile più grande a quelli solo in cerca di visibilità) ma il Prof. Carlo Gilardi è ancora segregato in una RSA. È la “mafiosità” che rende possibile storie di questo genere, è quella cultura pervasiva che sa approfittare dei vantaggi del sodalizio illecito, quella cultura propria del comportamento di chi non vuole grane e si fa i c***i propri, che sacrifica il proprio senso civico e la richiesta di giustizia ad un più facile non vedo, non sento, non parlo e, se proprio deve, sta dalla parte del più forte. L’istituto dell’A.d.S., così come ripetutamente applicato dai giudici tutelari, si presta ad abusi, viola soventemente la legge n. 18/2009. (https://www.facebook.com/AmmSostegno/posts/lettera-aperta-di-denuncia-sugli-abusi-di-amministratori-di-sostegno-e-giudici-d/1007285866411402/). L’A.d.S. nominato per la sorella del nostro reclamante scrive in una sua memoria: “… Fermo quanto sopra è opportuno rammentare il contenuto dell’art. 408 c.c. in cui si prevede che la scelta dell’amministratore  di  sostegno avviene con esclusivo riguardo alla cura ed agli interessi della persona del beneficiario. Nella scelta si prevede che il giudice tutelare “preferisce”  ove  possibile  una serie  di  persone  nell’ambito  familiare,  ad  ogni  modo  il Giudice Tutelare quando  ne  ravvisa  l’opportunità  e  quando  ricorrano  gravi  motivi,  può chiamare all’incarico di amministratore di sostegno anche altra persona idonea. Il chiaro criterio da seguire nella scelta dell’amministratore è quello preminente della cura degli interessi del beneficiario, criterio che assicura al magistrato una ampia facoltà di valutazione su quale sia il miglior soggetto da scegliere per assicurare al massimo la cura e gli interessi del beneficiario. Non vi sono quindi criteri preferenziali nella scelta poiché ciò contrasterebbe con l’ampio margine discrezionale riconosciuto dalla legge al Giudice Tutelare, che unicamente deve tenere presente la  cura  personae  e patrimoni del beneficiario…”. Come a dire basta rendere “non meritevole” (accade sempre attraverso denunce fasulle di vario genere) l’ingombrante familiare che si appresta ad assumere l’incarico di A.d.S. per conferire l’incarico ad un “onesto avvocato” (spesso con il morso potente, simile a quello di un cane Kangal). E’ appunto così che si lascia spazio a dei personaggi imparziali, come lo sono i giudici tutelari e gli amministratori di sostegno, per far passare di mano i patrimoni delle persone “beneficiate” dalle attività giurisdizionali (indipendenti?) della Repubblica.

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