Magistratura da incubo: una storia vera a puntate (80)

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Per il consuetudinario aggiornamento del nostro racconto ci sono poche e poco rilevanti novità. Le metteremo in coda alla nostra ennesima digressione. Il match tra politici per guadagnare un seggio parlamentare che garantisca loro di collocarsi con profitto nella classe dei sub dominanti non ci fa infervorare. I programmi dei pretendenti al titolo di onorevole, pressoché analoghi per i militanti nei “partiti di sistema”, velleitari ed ambigui per gli altri, ignorano i mali più gravi che investono, tra l’altro, le istituzioni fondamentali del Paese. Per mantenere fede ad una tradizione consolidata sono in competizione anche tre pubblici ministeri. Manca il p.m. “pentito” (e per tale ragione severamente castigato dai suoi ex colleghi) Luca Palamara in quanto “raccogliere le firme de visu, collegio per collegio, in tempi così stretti e nel periodo estivo, senza avere la possibilità di farlo via p.e.c. con la firma digitale, gli ha impedito nei fatti di poter concorrere alle imminenti elezioni politiche”. Lui si è ripromesso comunque di continuare con il proprio impegno per la realizzazione di una “giustizia giusta”. La scena politica è sovrastata dai P.M. ed il Parlamento non appare, quanto meno per il momento, avere la risolutezza ed il bagaglio di competenze per ribilanciarla. Abbiamo già sperimentato le influenze della loggia massonica P2, la potenza della Commissione Trilaterale, il governo di Mario Monti, i dettami della J.P. Morgan ed i “rimedi” della Goldman Sachs, una delle banche d’affari più grandi del mondo. Per merito dei loro emissari, promossi al rango di grandi statisti, in Italia tutto (anche le cose più semplici) è stato reso instabile, dubbio, poco o per nulla comprensibile, giuridicamente aleatorio, mutato in cespite per grandi società, assoggettato a costante cambiamento ed in continua ridefinizione. Dal 2018 è stata trasformata in difficile compito persino l’affrancatura di una lettera. I francobolli non hanno più l’indicazione del valore facciale, ma sono dotati di caratteri alfabetici per la cui traduzione in euro (dunque in tariffa adeguata al tipo di spedizione) si trovano in difficoltà pure gli impiegati postali.

Di sicuro, più delle difficoltà d’affrancatura, ci assilla l’aumento vertiginoso dei prezzi delle materie prime, ancora ieri frutto della libera finanziarizzazione dei relativi mercati (in realtà oligopoli) e dal marzo 2022 sostenuto dal conflitto tra Nato/Ue e Federazione Russa. L’entità delle questioni da affrontare, le nuove che si sommano alle vecchie mai risolte, ci fanno apparire in tutto la loro inadeguatezza i contendenti in lizza. Tanto funzionali a chi detiene effettivamente il Potere, quanto modesti nelle loro effettive qualità; più zelanti nel proteggere spazi privati di opportunità, con mezzi leciti e/o illeciti, che protesi a sostenere la causa del bene comune. Le classi “dirigenti”, o aspiranti tali, di oggi hanno poco o nulla in comune con quelle passate che, se impegnate politicamente, praticavano la loro attività lasciando spesso che assorbisse la loro intera esistenza, ammantandola di una qualche caratterizzazione virtuosa. La tipologia del politico attuale è più vicina al modello comportamentale del premier finlandese (Sanna Marin), icona dell’emancipazione femminile e dell’autodeterminazione mercantile, prototipo della privatizzazione del pubblico, modello di scissione tra i comportamenti tipici, anche sfrenati, della vita intima e quelli grigi richiesti dal ruolo di “manager” pubblico. Presa in contropiede con alcuni filmati delle sue feste private si è così difesa: “Spero che nel 2022 si possa accettare che anche chi prende decisioni per un Paese, nel tempo libero possa essere felice e andare alle feste”. I politici nostrani, apparentemente più compassati, forse più attenti a non farsi riprendere in momenti di spensierato “sballo”, nel corso delle loro dichiarazioni, ci lasciano credere che, una volta eletti, tutti indistintamente, metteranno fine ai datati affanni degli Italiani. Eppure, da molto tempo escono dalle Università laureati che non hanno la padronanza della lingua di Dante, esistono lunghissime liste di attesa per chi ha bisogno di accedere al Servizio Sanitario Nazionale, l’amministrazione della Giustizia versa in condizioni pessime.

giudice

Il Parlamento sciolto, e non sarà l’ultimo, avvalendosi della menzogna, ha lasciato che si rafforzasse la catena dell’odio del femminismo suprematista e del genderismo, ideologie deliranti alimentate, come altri processi di acculturazione/inculturazione da organismi sovranazionali. (https://www.lafionda.com/il-lupo-e-lagnello-una-storia-che-si-ripete-anche-col-femminismo/(;   (https://www.lafionda.com/i-caratteri-del-totalitarismo-femminista-sono-tuttaltro-che-nuovi/). In verità il neoliberismo ha portato la maggioranza del genere maschile ad una condizione di subalternità poliforme, ciononostante la propaganda e la politica continuano a cavalcare l’onda lunga del vittimismo di genere. (https://www.lafionda.com/condizionamenti-di-massa-lunica-emergenza-in-italia-sono-i-femminicidi/). La diffusa sofferenza maschile è negata anche se non sono rari i casi come quelli di Pietro Perdu Perra, privato delle tre figlie con sottrazione internazionale (Svezia), poi “regolarizzata” con l’abituale “sanatoria” dell’illecito che fa a posteriori una buona parte della magistratura. Pietro, dopo aver parlato prima con un confidente per oltre un quarto d’ora, si è ucciso qualche giorno fa mentre era al telefono con il suo legale, Alessia S., chiamata subito dopo aver troncato bruscamente la conversazione via Facebook con l’amico. Tornando ai vecchi nodi non sciolti dalla malapolitica, sorvoliamo sui laureati illetterati e sulle carenze del S.S.N., comunque questioni importanti in attesa di soluzioni, per insistere su quello che adesso riteniamo prioritario. E’ raccapricciante che, nella totale indifferenza istituzionale, mentre una pletora d’impostori fa finta d’occuparsi di “massimi sistemi”, ci siano persone internate, isolate da parenti ed amici, come il prof. Carlo Gilardi, “rinchiuso” in un gerontocomio da circa due anni. E’ indecente che mentre i candidati al nuovo Parlamento glissano sui temi che ritengono “divisivi”, trincerandosi dietro l’ambiguità, all’interno della giurisdizione, nel corso del tempo, abbiano trovato spazio delle verminaie che instradano ordinanze, decreti e sentenze.

E’ di questi giorni la notizia relativa al piccolo, di soli 9 anni, strappato un anno fa agli affidatari e collocato da un provvedimento del giudici minorili di Venezia presso una comunità alloggio nel coneglianese: (https://www.trevisotoday.it/cronaca/mogliano-denuncia-diffamazione-presidente-tribunale-minori-venezia-29-agosto-2022.html). La piaga delle false accuse non accenna a ridursi ed anche il nostro reclamante, con la sua dolorosa esperienza, ne è testimone. C’è l’invalsa abitudine dei pubblici ministeri a non occuparsi delle prove a discarico dell’indagato malgrado con ordinanza n. 96/1997 i giudici costituzionali abbiano affermato che il compimento di indagini a favore della persona indagata servirebbe ad “evitare l’instaurazione di un processo superfluo”. Uno dei cavalli di battaglia che consente al giudice della volontaria giurisdizione ampi margini di manovra è la constatazione/invenzione di un “conflitto” familiare. Non è raro che cattivi ed interessati “consiglieri” suggeriscano ai loro “assistiti” di creare artatamente confusione. In determinate sedi non vengono mai riconosciute e separate le figure dell’aggredito e dell’aggressore, della persona in buona fede e dell’opportunista. Messi tutti sullo stesso piano permettono al magistrato di incaricare “amministratori” e “affidatari” di sua fiducia scalzando delle figure familiari “scomode” (https://www.youtube.com/watch?v=Id4S6CSy6LA). La legge n. 6/2004 ha permesso a giudici tutelari ed amministratori di sostegno di rinchiudere nelle RSA o di privare dei diritti e dei loro beni una grande quantità di anziani e disabili. Il potere illimitato e coercitivo degli A.d.S terzi non è nato ex capite Jovis. Gran parte delle persone con cui ci siamo confrontati ha dichiarato: “Non è ammissibile che la carriera di una toga non sia stabilita dal valore professionale, ma dall’iscrizione ad una lobby. Non è concepibile che la magistratura si muova guidata dagli orientamenti ideologici e non dal diritto”. Il nostro amico prosegue nel suo impegno per regolarizzare la situazione amministrativa creatasi dopo la morte della madre. Nel tardo pomeriggio del 31 agosto ha inoltrato on line la dichiarazione di successione ed ha partecipato l’azione compiuta ad uno dei suoi avvocati per la relativa comunicazione all’A.d.S. della sorella (avvocata) C.T.. L’Agenzia delle Entrate è stata velocissima nel prelevare dal conto corrente del reclamante le imposte previste dalla legge. Lo ha fatto nello stesso giorno. Ora l'erede deve attendere che il fisco gli invii la documentazione pertinente al fine di poter acquisire fattivamente i diritti ed i doveri del caso.


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