Massimo Segre: un esempio di dignità maschile

Massimo Segre è un banchiere e professionista, la cui famiglia da sempre è legata all’impero dei De Benedetti. Un uomo ricco, insomma, divenuto parte integrante della classe dirigente del paese facendosi largo nel difficile mondo della finanza e del business. Negli ultimi giorni ha fatto il giro del web il video con cui annuncia la separazione dalla sua compagna, Cristina Seymandi, ex assistente dell’ex Sindaco di Torino Chiara Appendino. I due avevano stretto una relazione a partire dal marzo 2020 e da quel momento per ben tre volte avevano tentato di organizzare il loro matrimonio. Tentativi sempre falliti per cause esterne, a partire dalla pandemia. Finalmente, però, il lieto giorno sembrava all’orizzonte: partecipazioni stampate, si farà nell’ottobre 2023. O meglio: si sarebbe dovuto fare nell’ottobre 2023. Sì perché Segre, durante una festa con la “Torino Bene”, qualche giorno fa, dopo i ringraziamenti di rito per gli organizzatori, legge un testo con cui, a tutti gli effetti, lascia la compagna. «Ti regalo la libertà di amare», dice Segre al microfono, mentre il brusio e gli applausi della folla si spengono e muoiono via via che legge il testo che si è preparato, anche per vincere l’inevitabile emozione.

«Ti lascio la libertà di amare un’altra persona, un noto avvocato a cui chiaramente tieni più che a me». Segre parla con voce calma e sicura. «So di quanto tu ne sia innamorata sia dal punto di vista mentale che sessuale», prosegue, scavando nel proprio dolore («sono tanto deluso, ho il cuore a pezzi…») davanti a un pubblico probabilmente raggelato. Il momento è fatale e Segre non esita a mettere il carico sul tavolo: «e so anche che prima di lui hai avuto una relazione con un noto industriale». Già a questo punto ci si chiede perché l’uomo abbia deciso di svelare pubblicamente di «essere cornuto». Segre stesso anticipa la risposta: la sua compagna, dice, è particolarmente abile a raccontare le «sue verità», dunque si è reso necessario ufficializzare la verità vera in pubblico. Il tutto accade mentre Seymandi, in piedi davanti all’ormai ex compagno, guarda altrove. Sembra cercare conforto in qualcuno dei presenti, ha l’espressione incredula, svuotata. Segre a quel punto conclude il breve discorso sancendo l’interruzione della convivenza e, senza negarsi di pareggiare tutti i conti, attribuendo alla relazione con la Seymandi la crisi nel rapporto con i suoi figli. Invita infine l’ex compagna a usufruire dei viaggi organizzati a Mykonos e in Vietnam: «come sai, è tutto già pagato». L’intera scena viene ripresa da una persona presente. Il video viene postato e diventa comprensibilmente virale.

Un esempio di dignità maschile.

Chi l’ha visto è rimasto colpito dalla calma con cui Segre snocciola i motivi di una decisione così radicale. Chi c’è passato lo sa: è davvero complicato mantenersi razionali quando scopri che la persona in cui avevi riposto fiducia, amore e progetti futuri ha tradito il patto, rinnegato le promesse e infangato i ricordi. Di punto in bianco ti ritrovi con un’intera impalcatura, quella montata per regolare la costruzione di un futuro insieme, completamente collassata, e al suo posto vedi soltanto il buio, dentro provi uno sbigottimento gelido da cui, a seconda del temperamento, può scaturire qualunque cosa. In Segre questo sconvolgimento interiore ha fatto scaturire non freddezza, come pare a molti, ma la più pura e alta dignità maschile. Una componente essenziale della quale è la capacità di trattenere la naturale aggressività, incanalandola nei binari della ragione e trasformandola da elemento potenzialmente distruttivo in una pulsione alla correttezza e quando necessario anche in un’arma di precisione. Segre non urla, non insulta, non alza le mani, né usa armi, come potrebbe fare un uomo di inferiore caratura, eppure presenta un conto salatissimo alla donna che con un comportamento scorretto ha mandato in fumo tre anni di ricordi e tutte le potenzialità degli anni a venire. Da questo “addio”, che certamente Segre immaginava avrebbe fatto il giro dei media nazionali, la Seymandi esce in frantumi, sotto tutti i profili.

Perde infatti un “ottimo partito”, come si diceva una volta, con tutta la stabilità e le comodità che ne potevano conseguire, in continuità di rapporto o anche dopo un divorzio. Vero è che, stando a ciò che dice Segre, Seymandi ha standard molto alti (un noto avvocato, un industriale…), ma chi tra i possibili futuri compagni ricchi o benestanti si fiderà più di lei, adesso? Al centro non c’è però soltanto la sua infedeltà, già di per sé grave, bensì anche il quadro che, con le sue parole, l’ex fa di lei: dal resoconto di Segre, Seymandi appare come persona fredda, manipolatrice, cinica, bugiarda seriale, capace di portare zizzania, più che unione e amore, ovunque passi. E infine il capolavoro, con cui Segre ha voluto stravincere: i viaggi (forse, ipotizziamo, organizzati come “luna di miele”) regalati a lei e al suo amante, probabile nuovo fidanzato. Non è soltanto elemosina, ma un gesto che sottintende tutto il benessere a cui Seymandi da quel momento dovrà rinunciare, incarnata da un uomo talmente benestante da farsi un baffo di perdere il denaro pagato per due viaggi all’estero. Il tutto, ricordiamolo, fatto in pubblico, tra conoscenti e amici pronti a festeggiare, con la probabile consapevolezza che le immagini sarebbero state in breve viralizzate in rete. A conti fatti, così Segre letteralmente polverizza la sua ex compagna. Senza alzare un dito, ma semplicemente contrapponendo, con forza tranquilla, la propria dignità maschile alla sua scorrettezza.

Massimo Segre Cristina Seymandi
Massimo Segre durante il suo discorso di addio e Cristina Seymandi disorientata.

Così fa un uomo.

Decliniamo il termine dignità come “maschile” per una ragione ben precisa, ben più profonda del fatto che l’uomo-Segre non abbia usato alcuna violenza, verbale o fisica, contro l’ex infedele. Lo facciamo perché si tratta di una dignità che non è per tutti, la si può esercitare soltanto se, a monte, ce la si può permettere. È evidente che una situazione uguale in una coppia di un quartiere popolare di una qualunque delle nostre città difficilmente sarebbe arrivata alla pubblicazione delle partecipazioni e alla festa di annuncio delle nozze. Probabilmente sarebbe terminata molto prima tra urla, rivendicazioni, insulti, magari botte o peggio. Condotte sbagliatissime che accadono quando sono coinvolti uomini che hanno abdicato ai loro doveri di uomini. La spiegazione facile è che Segre possa permettersi di essere così dignitoso soltanto perché ricco, mentre a un poveraccio non resta che menar le mani. È una spiegazione sbagliata: la ricchezza materiale è soltanto un fatto accidentale discendente da cause precise. Segre può permettersi di esercitare una dignità tipicamente maschile perché ha accettato tempo fa la responsabilità discendente dall’essere uomo in questa realtà e ha costruito la propria esistenza attorno a quella responsabilità. Quando c’è stato da studiare, ha studiato; quando c’è stato da lavorare duro per fare carriera, ha lavorato duro; quando c’è stato da essere sgradevole per eliminare un concorrente, probabilmente lo è stato; quando c’è stato da autodisciplinarsi duramente, probabilmente l’ha fatto e quando c’è stato da sacrificarsi, probabilmente si è sacrificato. Questo, in gran parte, è richiesto all’essere uomo e questo Segre ha fatto, mettendosi in condizione di agire come ha agito qualche giorno fa con la propria promessa sposa infedele.

Ecco perché chiamiamo “maschile” la sua dignità, dunque: perché nasce da una tranquilla accettazione di ciò che significhi essere uomo nella realtà attuale e da una condotta disciplinata per trarre da quell’accettazione il meglio possibile. Tra cui la posizione per poter pareggiare i conti con chi lo ha ferito nel profondo, senza rischiare alcun tipo di denuncia. L’esercizio di questa dignità lenirà il suo dolore, rimetterà insieme il suo «cuore a pezzi»? Probabilmente no. La demolizione di tre anni di ricordi e un’infinità di progetti futuri sono duri da mandar giù. Ma è certo che, diversamente dalla sua ex compagna, oggi Segre possa guardare con orgoglio se stesso allo specchio di casa e nello specchio degli occhi altrui. “Cornuto” sì, ma mai come in questo caso il disonorevole epiteto viene obliterato nettamente dalla reazione, soverchiato da qualcosa di molto più evidente: Segre è un uomo forte, dignitoso, di carattere. Cioè è un uomo come dovrebbe sempre essere un uomo. Al netto della delusione e del dolore sentimentale, non è poco. Senza contare che la sua condotta ha dimostrato in termini generali che, quando certi amori finiscono, si crea negli equilibri universali una perturbazione che necessita di essere corretta con decisione, per poter proseguire il proprio percorso esistenziale. Ci sono casi in cui non si può fare a meno di applicare quella correzione. Segre ha mostrato a tutti qual è il modo con cui un uomo lo fa. A lui il nostro plauso.

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