Alla fiera di Parigi, per molti soldi, si può comprare bambini

Tutti siamo uguali davanti alla legge e la legge è uguale per tutti”… certo, solo che per alcuni è più uguale che per gli altri. Sì, perché ci sono alcune categorie di persone, le cosiddette minoranze, ossia persone transgender, clandestini, zingari (avete notato che gli zingari possono tranquillamente tenere i bambini per strada ad elemosinare/rubare, possono farli crescere tra i topi, mentre un normale cittadino italiano, se solo si azzarda a far crescere i figli senza lo zainetto firmato, si vede arrivare gli assistenti sociali a casa?), persone arcobaleno, tanto per citare le più “famose”, che sembrano essere al di sopra della legge e che non sono mai perseguibili per nulla. In Francia, l’utero in affitto non è legale, però questo non conta, visto che Parigi ha spalancato le porte al mercato dei bambini.

È il “Desir d’enfant”, un bellissimo posto dove gli aspiranti “genitori” possono recarsi per trascorrere una bella mattinata di relax, sfogliando il catalogo dei prodotti disponibili: un bambino geneticamente sano costa dai 49.000 agli oltre 100.000 euro. Ovviamente, soddisfatti o rimborsati, come nelle migliori offerte: se il pupazzetto non soddisfa i requisiti attesi/richiesti, si è liberi di cestinarlo o di rispedirlo al mittente (forse si potrà metterlo in un apposito scatolo da spedizione): i più esigenti restano troppo delusi anche se il sesso non è quello preventivato (ma non si era detto che il sesso biologico è irrilevante e che non può essere imposto? Allora che importanza ha?), ma il mercato ha pensato anche a loro! C’è assoluta libertà di buttare questa merce scadente nel bidone, per far posto al nuovo tentativo.

Come vediamo, nessuno è intervenuto per bloccare questa cosa illegale, né ha sollevato qualche obiezione su una manifestazione dove praticamente si vendono bambini, pur essendosi chiarala legge che ha dichiarato illegale l’utero in affitto, data la indisponibilità del corpo umano. La legge, quindi, non è uguale per tutti, perché alcune categorie sono intoccabili: per loro è inesistente, scivola addosso a queste “minoranze” protette che non sono perseguibili per nulla. Un domani, quando saranno adulte, queste persone “fabbricate” per gli acquirenti, sapranno che i loro “genitori” hanno pagato qualcuno per farsi consegnare il pacco fino a casa (com’è che Amazon ancora non si è ancora organizzata con le spedizioni, in collaborazione con questi mercificatori di vite?), sapranno che avranno pagato qualche donna indigente del Quarto Mondo, magari costretta ad affittare una parte del suo corpo per poter mangiare, sapranno che la loro vita è stata una merce acquistata al supermercato; così come sapranno che qualche loro fratello è stato buttato nel bidone perché non aveva gli occhi azzurri.

Eppure la nuova umanità è così tanto sensibile coi gattini (che non possono essere strappati dalla mamma dopo pochi giorni dalla nascita, lusso però non concesso ai bambini), con le minoranze (che sono al di sopra della legge), con i disabili (però non se sono ancora nel grembo materno  possono essere ammazzati senza problemi, anche a 9 mesi di gestazione), con l’ambiente (di cui, a quanto pare, possono godere solo animali e piante, perché l’uomo inquina e va eliminato), con l’amore (ma solo per le coppie arcobaleno, perché le altre sono un concetto antiquato, medievale e patriarcale), con l’inviolabilità del corpo umano (e l’ondivaga applicazione del motto femminista “il corpo è mio e lo gestisco io”). La verità è che qui di sensibile non c’è proprio più nessuno, perché tutti questi slogan coi fiorellini e gli arcobaleni servono solo a fare propaganda agli ideali politicamente corrotti con cui stanno distruggendo la società e che hanno utilizzato per distruggere la famiglia, l’uomo, i bambini. Chi ancora non se ne rende conto sta in coma o non vuole vedere.


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