Le novità gender attorno alla giornata contro l'omobilesbotransfobia (2)

Il 17 maggio scorso tutto il mondo woke come ogni anno ha celebrato la “giornata contro l’omo-lesbo-bi-transfobia”, nell’anniversario della rimozione dell’omosessualità dalla classificazione quale malattia. Si avvicina inoltre il “mese del pride”, che a Milano vedrà 17 giorni di eventi e incontri a tema, a chiudere con la consueta parata. Abbiamo celebrato anche noi questo momento entusiasmante dell’anno con questo “speciale gender” in due puntate degli orrori dal mondo woke, una carrellata di vedute su quello che, grazie a Zan & company, è il futuro che ci attende.

IN BARBA AI GENITORI. Gli attivisti GLBT – e tutte le persone di animo sensibile – si accorgono sempre più di quanto i genitori siano un potenziale ostacolo al benessere dei propri figli, raggiungibile solo attraverso un esteso e diffuso insegnamento nelle scuole, dall’asilo in su, di tutte le favolose possibilità di incrociare generi e orientamenti diversi per ottenere il perfetto guazzabuglio in cui identificarsi e, ove necessario, per iniziare immediatamente i dovuti interventi sul proprio corpo. (Esigenze molto sentite come abbiamo visto anche in Italia, con la recente circolare del Ministero dell’Istruzione, la decisione di alcuni istituti di adottare registri “gender free”, e la possibilità di istituire “carriere Alias” per la transizione sociale degli allievi: chi scrive ha di recente conosciuto uno studente di terza superiore che ha richiesto la carriera Alias al proprio istituto in quanto “bigender”, i due generi essendo “agender” e “demigirl”). Negli USA si stanno studiando soluzioni per bypassare il consenso dei genitori all’introduzione di tali misure nelle scuole. Gli autori di questo articolo, il biologo Colin Wright e l’artista Christina Button, hanno partecipato a un seminario online per insegnanti tenuto lo scorso 26 aprile, focalizzato su come creare “club arcobaleno su genere e sessualità” nelle scuole elementari (!!). Nella loro testimonianza scrivono: «Si percepisce chiaramente che questi docenti vedono i genitori come un possibile ostacolo allo scopo che gli allievi frequentino i “club arcobaleno”. I club si riuniscono durante le ore di lezione quindi non richiedono permessi particolari; e se un qualsiasi tipo di permesso o notifica è necessario, si prescrive di usare un linguaggio volutamente vago per oscurare la vera natura degli argomenti trattati, e manipolare il consenso dei genitori. Sarebbe come se dei docenti cristiani scrivessero ai genitori che gli allievi riceveranno lezioni su “amore e perdono” quando in realtà si tratta di studi biblici».

mazzoni center
Il Mazzoni Center di Philadelphia.

"Fottere fuori dai binari".

PIÙ ENERGIA FALLICA IN CLASSE! D’altra parte vista la ragionevolezza e sobrietà dei contenuti che si intende trasmettere, non si vede precisamente lo scopo di tante cautele. Consideriamo ad esempio il convegno di 3 giorni per operatori scolastici tenuto nel luglio dello scorso anno dal Mazzoni Center di Philadelphia, un’organizzazione GLBT, su invito dell’Ufficio per la Diversità, Equità e Inclusione del Provveditorato della stessa città. Il Mazzoni Center ha ricevuto, nel corso del solo 2021, 5 milioni di dollari in finanziamenti statali e tra le varie attività organizza programmi formativi GLBT per le scuole. Il convegno è stato seguito da docenti e attivisti ma anche da studenti adolescenti: lo scopo richiesto e dichiarato era «formare sulle difficoltà della comunità trans» quale parte di un impegno costante a «creare ambienti equi e inclusivi». Come testimoniato qui con tanto di estratti video, alcuni degli interventi sono stati: “Il percorso degli adolescenti: come preparare i giovani alla cura gender-affirming”, in cui il Dr. Scott Moser, direttore del Gender Confirmation Center di San Francisco, ha dichiarato di aver effettuato «oltre duemila interventi chirurgici» di rimozione del seno (a circa 10.000 dollari l’uno, fanno circa 20 milioni) e che non c’è un’età minima per farlo, per lui dai dieci anni in su va bene tutto.

Un altro intervento è stato: “Più energia fallica: la vita dopo la virilizzazione” in cui due attivisti trans hanno illustrato l’intervento di falloplastica e l’uso corretto di un pene artificiale per «incontri sessuali anonimi/occasionali». Ancora: “Dentro e fuori le protesi masturbatorie” a cura dell’attivista trans Chase Ross che ha mostrato e descritto varie chicche dalla sua collezione di 500 accessori protesici per la masturbazione. Oppure: “Sesso trans: f**tere fuori dai binari” dove gli attivisti Jamie Joy e Lucie Fielding, autodefiniti “poliamorosi” e “queer”, hanno tenuto una presentazione sul linguaggio anatomico politicamente corretto, per poi passare a condividere esperienze personali riguardo l’esplorazione di fantasie di vario tipo in incontri sessuali di gruppo, nonché di alcune pratiche “kinky” e “fetish”. Il lettore avrà intuito la mole di preziose informazioni trasmesse all’audience del convegno sulle difficoltà della comunità trans e quanto esse possano contribuire a creare un ambiente più equo e inclusivo: e di certo si impegnerà insieme a noi per far sì che occasioni formative simili arrivino anche a operatori e allievi delle scuole italiane, ovviamente con generosi contributi di soldi pubblici.

Dave Chapelle
Dave Chapelle

Una pistola che si identifica in un coltello.

È MASCHIO O FEMMINA? È UN PAN DI SPAGNA. Risale al 2014, ad opera dell’utente “Baaphomett” di Tumblr, e da lì è passata nel linguaggio “accademico” di femministe e social justice warriors, l’introduzione nella favolosa galassia GLBT dello xenogender, xenogenere, termine che racchiude tutti i generi che «trascendono l’umana capacità di concettualizzare il genere». Gli individui “xenini”, o “xenità” (coloro che si identificano in uno xenogenere), hanno una percezione del proprio genere totalmente slegata dalle noiose e banali categorie concettuali del binarismo tipico della morfologia umana. Essa è legata piuttosto a categorie diverse come oggetti e enti naturali. Alcuni esempi: i blizzgender, che identificano il proprio genere nel clima gelido e le tempeste di neve (questi soggetti devono essere straordinari a letto); i colorgender, che si identificano in un colore specifico; i Jupitergender (Jupiter = Giove), il cui genere è troppo grande per essere percepito con chiarezza; gli orbgender, che si sentono sessualmente rotondi e senza spigoli; e i più dolci, i cakegender (cake = torta) che identificano il proprio genere sessuale con le torte, e i cui pronomi di elezione sono cake/cakes/cakeself. (Qui un elenco di xenogeneri.)

IL COLTELLO TRANSGENDER. Il comico Dave Chappelle, autore dello show The Closer, lo scorso ottobre osò difendere la scrittrice J. K. Rowling per le sue posizioni critiche verso il movimento transgender, oltre a fare una serie di battute sull’argomento. Naturalmente la reazione del pubblico GLBT non ha tardato a farsi sentire, iniziando un’escalation di odio e insulti culminata lo scorso 4 maggio durante una sua esibizione al festival Netflix is a Joke, dove il comico è stato assalito sul palco da un attivista trans armato di una lama montata su una pistola finta. L’assalitore è riuscito a buttare a terra il comico prima di essere fermato dagli operatori della sicurezza. Per fortuna Chappelle non è stato ferito nell’attentato, anzi è riuscito a commentare con una battuta, alludendo al fatto di essere stato attaccato da una persona armata di «un coltello che si identifica in una pistola». Questo ha ulteriormente inasprito la campagna d’odio da parte dell’audience GLBT e degli ambienti di sinistra contro il comico. La palma di “commento woke dell’anno” la vince il critico televisivo della NPR Eric Deggans per aver scritto che Dave Chappelle si sta approfittando del “privilegio bianco” (white privilege) per giustificare la propria omotransfobia. L’episodio ha dato l’abbrivio al grande showman Bill Maher per un memorabile monologo satirico sulla teoria gender, andato in onda nella puntata dello scorso 20 maggio del suo seguitissimo show per la HBO e che sta suscitando molto dibattito sui social. Ecco di seguito il video che accompagnamo con la traduzione di qualche estratto dal testo di Maher:

«La popolazione GLBT in America sembra raddoppiare a ogni generazione. Secondo un recente sondaggio Gallup, meno dell’1% degli americani nati prima del 1946 si identifica in tal modo, il 2,6% dei boomers, il 4,2% dei gen x, il 10,5% dei millennials e il 20,8% dei gen z. Se continuiamo a questo ritmo, saremo tutti gay entro il 2054.

Quando le cose cambiano così tanto e così rapidamente, la gente ha diritto di chiedersi cosa stia succedendo. Cos’è, ora tutti i bambini nascono nel corpo sbagliato? C’è stato un cambio di programma ai piani alti? Fino a poco tempo fa, quando un adulto chiedeva a un bimbo “cosa vuoi diventare da grande?”, alludeva alla professione!

I bambini passano attraverso delle fasi. Sono bambini, sono sempre in una fase! La fase dei dinosauri, poi la fase di Hello Kitty. Un giorno vogliono essere astronauti, il giorno dopo non riesci a farli uscire dalla loro stanza. “Genderfluid”? I bambini sono “fluidi” sotto qualsiasi aspetto! Se i bambini sapessero a 8 anni cosa vogliono essere, il mondo sarebbe zeppo di cowboy e principesse. Da bambino io sognavo di fare il pirata. Grazie a Dio non mi hanno preso sul serio e non mi hanno fissato un intervento di rimozione dell’occhio e chirurgia per innestarmi una gamba di legno!»

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