Sottrazioni e affidi di minori in Abruzzo. Ci scrivono due nonni.

A quanto pare il nostro recente articolo sulla refrattarietà dei servizi sociali abruzzesi a venire sottoposti a controlli e monitoraggi ha dato fastidio a parecchi soggetti. Ne siamo felici. Molto meno felici siamo nel leggere le tantissime testimonianze che ci sono pervenute da quel territorio, dopo la pubblicazione dell’articolo. Da esse pare evidente che la proposta di un ispettorato avanzata dal Presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri, insieme alla Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Maria Concetta Falivene, sia più che sacrosanta. Tra le tante, una delle più terribili ha coinvolto la piccola Ambra e la sua famiglia, come ci segnala il “Comitato Familiari Minori Sottratti”, con sede a Vasto. Della terribile e inspiegabile vicenda si è occupata anche una coraggiosa e meritevole emittente locale:

Antonio Colella e Teresa Cimini, nonni di Ambra e membri del Comitato, ci inviano un comunicato stampa, che fa seguito all’ennesima richiesta d’aiuto di Sabrina, la mamma della piccola sottratta. Doverosamente lo pubblichiamo, auspicando che chi deve rispondere risponda alla veloce ed esortando le istituzioni regionali abruzzesi a fare presto con la loro iniziativa per un ispettorato che vigili sull’operato dei servizi sociali e delle pratiche di affido minorile. Per riuscirci devono resistere agli attacchi feroci che stanno subendo, sapendo di avere un’intera comunità e molte realtà associative, tra cui proprio il “Comitato Familiari Minori Sottratti”, dalla loro parte.

Lettera-risposta aperta dei nonni materni alla richiesta di aiuto (da località remota) della propria figlia Sabrina, giovane mamma, illegittimamente privata da oltre 6 anni delle due figliole e fatta oggetto di indicibile (in)giustizia minorile. – Tranquilla, carissima Sabrina, stiamo lottando con tutte le nostre forze, per far liberare la piccola Ambra (“Carotina”), tua amatissima figlioletta e nostra gioiosa nipotina. Vogliamo raccontare il calvario che dura da 6 anni e 3 mesi (2.290 giorni), con il suo carico di lutti e rovine, gli strazianti “effetti collaterali” della malvagità umana. Li vogliamo raccontare al Presidente della Repubblica nonché del CSM, alla neo Ministra della Giustizia, Prof.ssa Cartabia (visto che il Ministro uscente, On. Bonafede, non ha fornito risposta) e al popolo italiano contribuente, nel nome del quale si amministra la Giustizia. Vogliamo raccontare come e perché sia stata fatta crudelmente sparire non si sa dove, nelle mani di ignoti e anonimi, in tempi terribili di coronavirus, la nostra amatissima Ambra, una bambina che ha condiviso per oltre 4 anni con la sorella maggiore, la stessa cameretta in casa-famiglia e che ha genitori, nonni, zie e zii giovani, cuginetti e parenti tutti.

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I bambini hanno diritto alla felicità.

Ambra è stata illegittimamente sottratta all’affetto dei suoi cari l’8 giugno 2015 (cioè da 2082 giorni). Va precisato che in quel maledetto 8 giugno Ambra, neonata di soli 9 mesi, venne crudelmente staccata dal seno della mamma e consegnata a mani sconosciute, da sola, in casa-famiglia, a 30-40 km dai propri genitori e affetti più cari, per circa 9 mesi, poi riunita alla sorella, in una casa-famiglia di Vasto. Le venne negato persino il Battesimo, già decretato dalla Parrocchia, per il vicino 20 giugno 2015. Mamma Sabrina, nella sua prima “visita protetta” (ma, da chi?) di un’ora, del giorno seguente, trovò la piccolina in uno stato pietoso, con mascella rigida (e la bava che le colava dalla bocca), grandi occhiaie e sguardo perso, inebetito. Essendo documentato il tutto (e, tanto altro), omettiamo il resto, per rispetto del segreto istruttorio. Quanto appena solo accennato si è consumato e (non) vagliato nella Causa Civile minorile di 1° e 2° grado, omettendo la lettura delle nostre carte e relative prove, con assurda violazione del contraddittorio, dei protocolli validati dalla Comunità Scientifica in fase di CTU e persino con inaudita negazione di sottoposizione alla CTU medesima di 1° grado, più volte invocata da questi nonni, che per 11 anni avevano amorevolmente e quotidianamente accudito, sia la nipote primogenita che la piccola Ambra, nei primi 9 mesi di vita.

E, che dire, della successiva fase di appello dove, anziché verificare le nostre prove e fare giustizia, siamo stati “giustiziati” con omissioni e violazioni (soprattutto del CTU) incredibili. Dunque, sono state calpestate anche le più elementari norme delle Convenzioni Internazionali sottoscritte a Strasburgo e New York sulla protezione dei diritti inviolabili dei minori, solennemente firmate dall’Italia e ratificate con leggi dello Stato. Permanendo così le cose, oltre al pronto ricorso presso la Suprema Corte di Cassazione, ribadendo la nostra fiducia nella Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vasto, rinnoveremo la richiesta di interessamento per l’angosciosa vicenda alla neo Ministra della Giustizia, invocando al tempo stesso un intervento risolutore al Presidente della Repubblica Mattarella, per far affermare la non più rinviabile soluzione di una causa superiore di Giustizia, per la nostra amatissima nipotina Ambra e per tutti i bambini che a Vasto, in Abruzzo e in Italia, hanno visto nei decenni passati stravolto il loro “diritto alla felicità” insieme ai propri affetti naturali.

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