Autopsia della propaganda femminista: "Oggi è un altro giorno" in RAI

di Redazione. Pur non guardando mai la TV, riusciamo a restare aggiornati grazie alle molte segnalazioni dei lettori e al fatto che gran parte della programmazione si trova anche su internet. È così che ci è capitata sotto gli occhi la puntata del 22 ottobre della trasmissione RAI "Oggi è un altro giorno". Gli ultimi dieci minuti della puntata sono dedicati a un tema originalissimo: la violenza sulle donne. In realtà è una palese inserzione pubblicitaria (un "pubbliredazionale", si dice in gergo), in buona parte fittizia (come si fa con le ricostruzioni delle controversie nel programma "Forum"), costruita a tavolino per il 1522 e per il centro antiviolenza "Telefono Rosa". Probabilmente ottenuta o pagando lo spazio in trasmissione, nel caso con i soldi pubblici di cui "Telefono Rosa" è ampiamente foraggiata, o semplicemente con una richiesta imposta dall'alto da una delle tante "madrine" che Telefono Rosa conta nelle istituzioni.

Quei dieci minuti sono un capolavoro di propaganda e di utilizzo deviato del servizio pubblico. Troppo ben congegnati per impegnare un articolo al suo debunking, con il rischio di rendere tutto incomprensibile. Quindi, dopo averlo analizzato, si è pensato di farne una video-autopsia commentata. Dura parecchio, lo diciamo subito, perché ai dieci minuti di marchetta televisiva abbiamo aggiunto i fermo-immagine che lasciano spazio ai nostri commenti. Nonostante la durata, riteniamo sia comunque importante mostrarvi con quali meccanismi vengano condizionate oggi le coscienze di tutti su un tema che a nostro avviso (e non solo nostro) fa da fondamento a un grande giro di affari e corruzione. Buona visione.

Print Friendly, PDF & Email


Condividi