No, non faremo denuncia. Ma continueremo a porre domande.

L’audizione in Senato (video qui e qui) deve aver dato parecchio fastidio, viste le reazioni. Nonostante siano passate ormai più di due settimane, continuano a scrivermi parecchie persone esortandoci a reagire alle invettive della Senatrice Valente, che ha accusato me e Davide Stasi (chiarisco per la Senatrice Conzatti: Davide, non Alberto) di essere seppelliti di denunce per avere inneggiato alla violenza e all’odio contro le donne. Le accuse, clamorosamente false, sono allo stesso tempo una evidente provocazione e un altrettanto evidente strumento di distrazione di massa. Attacchi personali, protette dall’immunità parlamentare, all’insegna di una strategia rodata: chi non è in grado di attaccare il ragionamento, attacca il ragionatore.

Valeria Valente
La Sen. Valeria Valente

Solo qualche domanda.

Non ci interessa denunciare nessuno, non cadiamo nella provocazione, piuttosto inviterei la Senatrice ed i suoi trombettieri mediatici a rispondere nel merito, ma è quello che evitano accuratamente di fare. Non ha importanza cosa abbiano fatto gli odiatissimi Stasi e Nestola, anche se fossi io ad aver sparato al Papa per poi dare la colpa ad Alì Agca, anche se Davide (non Alberto, Conzatti: se proprio vuole spargere fango almeno prima si informi su chi vuole infangare) fosse il mostro di Firenze, la questione va spostata su un piano diverso, il merito: quello che abbiamo detto nei pochi minuti di audizione è fondato, si o no? Ecco la strategia: glissare sui contenuti e aggirare l’ostacolo sostenendo che qualsiasi cosa dicano gli odiati "blogger" non conta nulla perché sono fomentatori di odio e violenza. Ecco allora qualche domandina facile facile, alla quale rispondere semplicemente si o no. Magari risponderanno quattro gatti in rete, non mi aspetto che risponda la Senatrice né gli zelanti giornalisti che hanno riportato le sue accuse, ma vale la pena porle e ripeterle, cosa che farò sui social da qui a fine agosto.

  • Le vittime maschili di violenza domestica esistono, si o no?
  • È possibile negare che esistano uomini maltrattati, umiliati, perseguitati, vessati, picchiati, accoltellati, sfregiati o assassinati da una donna, si o no?
  • I DDL in esame ignorano questa casistica, si o no?
  • I DDL in esame sono apertamente unidirezionali nella tutela delle vittime femminili, si o no?
  • Propagandare i DDL in esame come misure a tutela delle donne è una discriminazione per chiunque non sia donna quindi non solo uomini adulti ma anche minori, anziani, disabili, famiglie arcobaleno, comunità LGBTQ+, si o no?
  • Una norma discriminatoria perde il requisito irrinunciabile dell’imparzialità, si o no?
  • Legiferare a favore di una sola categoria di persone, privando di identica dignità e identica tutela qualsiasi altra categoria, è frutto di un’ideologia sessista, si o no?
  • Una norma che prenda vita da un inquinamento ideologico sessista è incostituzionale, si o no?
  • I dati ministeriali delle denunce per i cosiddetti reati-spia (artt. 572, 609 bis, 612 bis) vengono utilizzati, anche nelle note introduttive dei DDL in esame, per creare allarme sociale e “dimostrare” l’urgenza di nuove norme restrittive, si o no?
  • Si gioca sull’equivoco della voce “denunce presentate” spacciandola per colpevolezza certa dell’accusato, si o no?
  • L’incrocio dei dati ministeriali (Interno – denunce; Giustizia – condanne) dimostra una generale infondatezza delle accuse con oltre il 90% delle denunce che esitano in archiviazione, proscioglimento o assoluzione, si o no?
  • Il fenomeno delle false accuse di violenze domestiche è noto da oltre 10 anni, si o no?
  • Si sono espresse in merito anche le operatrici giudiziarie, tutte di genere femminile, si o no?
  • Il Governo attuale e quelli precedenti hanno sempre evitato di prendere atto del fenomeno in espansione e di studiare adeguate contromisure, si o no?
  • Le contromisure istituzionali (numero verde 1522, finanziamenti pubblici alla rete CAV, gratuito patrocinio per chi si dichiara vittima di violenza, reddito di libertà, norme per tutelare una sola categoria di vittime, etc.) sono dedicate esclusivamente al genere femminile, si o no?
  • Il criterio numerico “le vittime femminili sono di più” può indurre il legislatore a considerare superfluo interessarsi anche di altre vittime, si o no?
  • Alle vittime maschili, anche qualora fossero numericamente inferiori rispetto a quelle femminili, può essere negata la stessa tutela e gli stessi vantaggi, anche economici, oggi riservati alle donne, si o no?
  • Il concetto di “persona vittima di violenza”, a prescindere dal genere di autori e vittime, è l’unico lecito nella fase legislativa, si o no?
Print Friendly, PDF & Email


Condividi