“Femminicidi”, il resoconto annuale reale: nel 2022 sono 37

Inizia l’anno nuovo ed è tempo di bilanci. Il primo che pubblichiamo riguarda i “femminicidi”. Le virgolette sono d’obbligo dacché, come andiamo dicendo ormai da anni, non esiste ad oggi una definizione conclusiva ed esaustiva della fattispecie. Esistono varie interpretazioni, spesso contraddittorie o prive di logica, in genere asservite più all’interesse mediatico di sottolineare una presunta emergenza che di notiziare fatti reali e circostanziati. Si ricorderà, ad esempio, che la precedente Presidente della “Commissione femminicidio”, Sen. Valeria Valente, ebbe ad ammettere di non saper definire la casistica, nonostante i molti solleciti (anche da parte nostra). Un’altra prova è l’esistenza di numerosi “conteggi” reperibili online su diversi siti, da “La Repubblica” al “Corriere della Sera”, conteggi che però non coincidono mai. Ultimo, ma non per importanza, è il fatto che il termine “femminicidio” non è presente nel Codice Penale, né come fattispecie autonoma di reato, né come aggravante.

Per una discussione di dettaglio sulla inconsistenza della categoria “femminicidio” rimandiamo ai molti articoli che abbiamo scritto in precedenza: al momento interessa fare un bilancio di quanto accaduto nel 2022 che si è appena chiuso. C’è la necessità, in questo senso, di trovare una fonte, che per noi è il sito “femminicidioitalia.info“. Scegliamo quello perché è il più sfrontato nell’includere nei suoi elenchi casi che nulla hanno a che fare con il “femminicidio” (cosa che fanno anche altri, ma con un pelo in più di ritegno) e dunque è sicuramente il più ampio. Pur nella sua inconsistenza concettuale, serve anche acquisire una definizione di riferimento per poter individuare i “veri femminicidi”, distinguendoli dai casi inseriti strumentalmente per alimentare un’emergenza puramente mediatica. La definizione che assumeremo è quella che diede la Polizia di Stato nel suo report del 25 novembre 2018, consultabile qui (pagg.11 e 12). Una definizione comunque inaccettabile sotto molti profili, ma per lo meno espressa in modo circostanziato. “Femminicidioitalia.ifo” conteggia dunque per il 2022 la bellezza di 118 “femminicidi”. Abbiamo analizzato uno ad uno i casi citati, andandoli poi a verificare. Una volta “ripuliti”, i dati danno un esito comunque drammatico (una sola vita persa è sempre un dramma inaccettabile), ma assai più realistico e ben lungi dal configurarsi come emergenza, sintetizzato nella tabella che segue

Movente economico

23

Disturbo mentale dell’assassino

17

Eutanasia – proposito di porre fine alle sofferenze della vittima

15

Casi dubbi o senza movente

 11

Omicidio commesso da una donna

  7

Omicidio preterintenzionale

  5

TOTALE – casi non catalogabili come “femminicidio”

79

TOTALE – “femminicidi”

37

La nostra analisi per altro risulta conforme con quanto affermato dal Questore Francesco Messina il 25 novembre del 2022, che in televisione (vedasi il video qui sotto), a sprezzo della propria carriera, specificò che non tutti gli omicidi di donne sono “femminicidi” e che questi ultimi, assunta una definizione più o meno accettabile, oltre a essere molto pochi in Italia, sono pure in calo.

Di seguito lasciamo dunque l’analisi caso per caso, ordinata cronologicamente da gennaio a dicembre 2022, con gli eventi illustrati in base alla loro reale fattispecie e i link di riferimento alle fonti che abbiamo utilizzato per verificarle. In rosso i “femminicidi” propriamente detti. A seguire, alcune note illustrative della varie casistiche.

Guglielmina Pasetto
Rovigo
6 gennaio
Omicidio-suicidio. Uccisa dal marito che poi si toglie la vita: “era rimasta invalida dopo un ictus, si curava di lei il marito che negli ultimi tempi aveva iniziato a soffrire di depressione”.

Fonte.

Franca Franchini
Livorno
8 gennaio
Enrico Chiellini “doveva operarsi al cuore. Era lui a occuparsi dell’anziana moglie semi-inferma. Il timore che l’operazione potesse andare male aveva gettato nello sconforto Franca. Il marito, scoraggiato, potrebbe avere avuto un tracollo psicologico”

Fonte.

Nadia Bergamini
Latina
14 gennaio
Anziana in carrozzina, presumibilmente deceduta come conseguenza delle percosse subite dal genero.

Fonte.

moglie di E.N
Motta Santa Lucia
15 gennaio
Assassino e vittima di nazionalità marocchina, generalità irreperibili in rete. L’uomo soffoca la moglie poi confessa il delitto al datore di lavoro

Fonte.

Simona Michelangeli
Roma
18 gennaio
Decesso come conseguenza di percosse, arrestato il compagno già denunciato per maltrattamenti.

Fonte.

Silvana Laurent
Strambino
18 gennaio
Omicidio-suicidio. Corrado Aramino uccide la moglie malata, poi lascia un biglietto di scuse e si suicida sparandosi alla tempia:  “così non soffrirà più”.

Fonte.

Maria Trentini
Latina
25 gennaio
Ospite in una RSA, aggredita improvvisamente da un paziente 90enne con gravi problemi psichiatrici, che senza motivo si scaglia contro un’infermiera ed alcuni inservienti, oltre che la povera Maria. Ricoverata in ospedale, muore dopo 4 giorni per le bastonate ricevute.

Fonte.

Alessia Tardino
Licata
26 gennaio
Movente economico – Angelo Tardino uccide il fratello, la cognata e due nipoti, poi si suicida: strage per una eredità contesa. Alessia è la nipote dell’assassino.

Fonte.

Alexandra Bellacchino
Licata
26 gennaio
Movente economico – Angelo Tardino uccide il fratello, la cognata e due nipoti, poi si suicida: strage per una eredità contesa. Alexandra è la cognata dell’assassino.

Fonte.

Rosa Alfieri
Grumo Nevano
1 febbraio
L’assassino dice di avere “sentito delle voci nella testa che gli dicevano di agire”. Le voci malvage gli imponevano di uccidere la ragazza altrimenti avrebbero ucciso lui. Precedenti per droga.

Fonte.

Daniela Cadeddu
Zeddiani
5 febbraio
Uccisa nel sonno dal marito Giorgio Meneghel, nessuna lite pregressa, nessuna spiegazione logica fornita dall’assassino.

Fonte.

Anna Borsa
Pontecagnano
1 marzo
Uccisa a colpi di arma da fuoco dall’ex fidanzato

Fonte.

Flora Mattucci
Casale sul Sile
2 marzo
Franco Gellusich uccide la moglie e si suicida. Profondo stato depressivo, lascia un biglietto con le motivazioni del gesto.

Fonte.

Vincenza Ribecco
San Leonardo
8 marzo
Omicidio preterintenzionale, l’assassino sostiene che sia partito un colpo accidentalmente attraverso una porta-finestra.

Fonte.

Maria Ballardini
Ravenna
10 marzo
Omicidio-suicidio. Mauro Claudio Cognola uccide la moglie per non farla più soffrire e poi si lancia dalla finestra. “ho ucciso Maria e adesso la faccio finita perché senza di lei non posso vivere”, l’ultima telefonata di alla nipote.

Fonte.

Anastasiia Bondarenko Napoli
10 marzo
Assassino e vittima entrambi ucraini. Uccisa a Napoli dall’amante, che poi incendia la casa per nascondere l’omicidio simulando un incidente

Fonte.

Naima Zahir
Lentini
12 marzo
Uccisa dal marito perché la moglie era troppo gelosa.

Fonte.

Alda Pivano
Genova
13 marzo
Omicidio-suicidio. Coppia ultranovantenne, Giuseppe Frigerio uccide la moglie, gravemente malata di Alzheimer e si toglie la vita.

Fonte.

Lorena Zanin
Chiampo
15 marzo
Movente economico – Sergio Gugole e Lorena Zanin uccisi dal figlio 25enne, ludopatico alla continua ricerca di denaro.

Fonte.

Talysia Marsenyik
Crotone
20 marzo
Omicidio stradale. Bimba di 5 anni investita da un furgoncino guidato da un ragazzo che ancora non aveva la patente. Investe tre persone, solo Talysia muore.

Fonte.

Carol Maltesi
Borno
20 marzo
Attrice hard, voleva lasciare il fidanzato, coprotagonista in video hard amatoriali, lui la uccide.

Fonte.

Tiziana Gatti
Castelnovo
21 marzo
Uccisa dal genero Tukpeh Osborne, cittadino liberiano. Continui attriti per la crisi della famiglia.

Fonte.

Maria Begoña Gancedo
Cologno Monzese
22 marzo
Uccisa dal figlio, assassino e vittima di origine spagnola. Sembra ci fossero avvisaglie della volontà omicida del ragazzo.

Fonte.

Giada Rossin
Mesenzana
24 marzo
Il padre, Andrea Rossin, uccide i figli Giada e Alessio e poi si suicida. Era noto che l’uomo soffrisse di problemi psichiatrici.

Fonte.

Viviana Micheluzzi
M. di Fiemme
29 marzo
Omicidio-suicidio. Viviana uccisa dal marito che poi si toglie la vita. Problemi economici, azienda in liquidazione e separazione in atto.

Fonte.

Liliana Mancusa
Sassari
30 marzo
Basilio Sabbadino e la moglie Liliana Mancusa litigano col genero che li colpisce con un’ascia. Muoiono entrambi, Basilio immediatamente e Liliana dopo oltre un mese in ospedale

Fonte.

Hanene Hedhli
Castrovillari
4 aprile
Duplice omicidio, Hanene e il compagno Maurizio Scora ritrovati all’interno di un’auto crivellati di proiettili. Delitto della malavita organizzata, movente economico.

Fonte.

Antonia Volpe
Favara
6 aprile
84 anni, uccisa con un colpo di pistola dal figlio che poi si suicida con la stessa arma. Movente sconosciuto anche dopo 8 mesi.

Fonte.

Romina Vento
Fara Gera d’Adda
19 aprile
Incidente volontario: l’auto finisce nel fiume, Romina annega. Condannato il compagno Carlo Fumagalli per omicidio: avrebbe gettato l’auto in acqua volontariamente.

Fonte.

Fabiola Colnaghi
Alcurzio
21 aprile
Uccisa dal figlio “perché canticchiava”. La perizia psichiatrica accerta la totale incapacità di intendere e di volere del ragazzo, disposta la revoca della misura detentiva e il collocamento in una struttura psichiatrica.

Fonte.

Angela Avitabile
Rimini
22 aprile
Uccisa a coltellate dal marito accecato dalla gelosia.

Fonte.

Cristina Cavedon
Marostica
24 aprile
Uccisa a coltellate dalla coinquilina, Lisa Paiaro Bernato.

Fonte.

Viviana Farolfi
Cotignola
26 aprile
Omicidio-suicidio. Viviana era stata colpita da ischemia cerebrale e non era più deambulante in autonomia, di lei si occupava solo il marito Alvaro Strocchi che l’ha uccisa e si è ucciso.

Fonte.

Sonia Solinas
Dormelletto
26 aprile
Omicidio-suicidio. Sonia uccisa dal marito che poi sale in auto, percorre 50 km e quindi si uccide gettandosi da un ponte.

Fonte.

Eiko Sakamoto
Roma
29 aprile
Omicidio-suicidio. Tetsuo Sakamoto uccide la moglie Eiko, malata terminale, e poi si toglie la vita secondo tradizione giapponese: harakiri.

Fonte.

Alice Scagni
Genova
1 maggio
Movente economico. Uccisa dal fratello, continue liti per soldi

Fonte.

Romina De Cesare
Frosinone
2 maggio
Uccisa con una coltellata dall’ex fidanzato.

Fonte.

Stefania Pivetta
Samarate
4 maggio
Uccisa dal marito Alessandro Maja, che intende sterminare la famiglia per poi suicidarsi. Gravi problemi economici alla base del gesto. Muoiono la moglie e la figlia, solo feriti l’assassino ed il figlio più grande.

Fonte.

Giulia Maja
Samarate
4 maggio
Figlia di Alessandro Maja e Stefania Pivetta, seconda vittima della strage familiare.

Fonte.

Lauretta Toffoli
Udine
7 maggio
Uccisa dal vicino, un pregiudicato agli arresti domiciliari. Probabile movente economico, vittima di una rapina finita nel modo peggiore e sulla quale non sono mai stati chiariti i dubbi.

Fonte.

Miranda Pomini
Milano
11 maggio
Omicidio-suicidio. Uccisa dal figlio che poi si impicca. Perdita del lavoro e morte del padre all’origine di una forte depressione.

Fonte.

Noella Rodriguez
Rimini
19 maggio
Assassino e vittima peruviani. Noella uccisa dall’ex convivente, Maximo Aldana De La Cruz, a causa di una morbosa possessività.

Fonte.

Brunilda Halla
Vittoria
25 maggio
Il procuratore: ”omicidio casuale” senza un movente, vittima e omicida non si conoscevano e “pertanto il fatto non è da ricondursi a dinamiche tipiche del femminicidio”.

Fonte.

Lucia Cipriano
Melzo
26 maggio
Uccisa e fatta a pezzi dalla figlia, Rosa Fabbiano.

Fonte.

Nevila Pjetri
Marinella di Sarzana
5 giugno
Prostituta ammazzata da un balordo cocainomane, Daniele Bedini, che uccide anche una donna trans a distanza di 24 ore. Nessuna traccia di rapporti sessuali, gli inquirenti ipotizzano che l’assassino volesse rapinare le due vittime per poi acquistare cocaina.

Fonte.

Camilla Bertolotti
Sarzana
6 giugno
Transessuale, seconda vittima di Bedini.

Fonte.

Lijdia Miljkovic
Vicenza
8 giugno
Omicidio-suicidio. Uccisa dall’ex fidanzato serbo Zlatan Vasiljevic, che aveva appena ucciso anche la ex moglie Gabriela Serrano e poi si toglie la vita.

Fonte.

Gabriela Serrano
Vicenza
8 giugno
Omicidio-suicidio. Uccisa dall’ex marito serbo Zlatan Vasiljevic, che subito dopo va ad uccidere anche la ex fidanzata Lijdia Miljkovic e poi si toglie la vita.

Fonte.

Lorena Puppo
Portogruaro
10 giugno
Omicidio-suicidio. Uccisa dal marito che poi si toglie la vita. Movente sconosciuto: nessuna violenza, nessuna precedente segnalazione, nessuna separazione in atto.

Fonte.

Gabriela Trandafir
Castelfranco
13 giugno
Uccisa dall’ex marito Salvatore Montefusco, che poi uccide anche Alexandra, la figlia avuta dal precedente matrimonio di Gabriela.

Fonte.

Alexandra Trandafir
Castelfranco
13 giugno
Uccisa dall’ex marito della madre Gabriela, anche lei uccisa da Salvatore Montefusco.

Fonte.

Elena Del Pozzo
Mascalucia
14 giugno
Elena, 5 anni, viene uccisa dalla madre che ne ha premeditato l’uccisione con l’intento di incolpare il marito per le cattive frequentazioni. Inventa un rapimento, subito smascherata.

Fonte.

Filomena Galeone
Napoli
15 giugno
Movente economico. Uccisa dal figlio adottivo, minorenne, al culmine di una lite per una ricarica della playstation.

Fonte.

Elisabetta Molaro
Codroipo
15 giugno
Uccisa dal marito Paolo Castellani, coppia in via di separazione.

Fonte.

Donatella Miccoli
Novoli
19 giugno
Omicidio-suicidio. Uccisa dal marito Matteo Verdesca che poi si toglie la vita.

Fonte.

Caterina D’Andrea
Roma
20 giugno
Tragedia fortuita a detta del marito, Piero Bergantino: parte un colpo dalla pistola lecitamente detenuta che teneva da anni sotto al cuscino.

Fonte.

Norma Megardi
Sant’Antonio
21 giugno
Movente economico. Un debito di alcune migliaia di euro che l’assassino, affittuario della vittima, non voleva saldare.

Fonte.

Cristina Peroni
Rimini
25 giugno
Uccisa dal compagno, emergono liti per il figlio: “il bambino sta bene, ora non potrà più parlargli male di me”.

Fonte.

Domenica Caligiuri
Corigliano
2 luglio
Uccisa dal marito Luigi Carlino.

Fonte.

Nadia Zanatta
Savona
3 luglio
Uccisa dal marito Antonino Santangelo.

Fonte.

Teresa Maurella
San Benedetto
7 luglio
Uccisa dalla figlia, Daniela Multarini, al termine di una lite.

Fonte.

Grazia Martino
Salerno
10 luglio
Movente economico. Grazia, 91 anni, uccisa da un rapinatore mentre era in casa con la sorella Adele e il fratello Isidoro, inchiodato a letto per una malattia.

Fonte.

Debora Pagano
Giarre
10 luglio
Arrestato il marito, ma non ha mai ammesso l’omicidio.

Fonte.

Carmela Fabozzi
Malnate
22 luglio
Movente economico. Uccisa per avere scoperto un furto; l’assassino è Sergio Domenichini, con una lunga serie di condanne per furti e truffe ai danni di anziani.

Fonte.

Valentina Giunta
Catania
25 luglio
Uccisa dal figlio 14enne che Valentina voleva allontanare dal padre.

Fonte.

Valentina Di Mauro
Cadorago
25 luglio
Uccisa per gelosia dal fidanzato Marco Campanaro.

Fonte.

Elisabetta Esposito
Marigliano
25 luglio
Omicidio-suicidio. Giuseppe Esposito uccide la figlia malata di Alzheimer e si spara.

Fonte.

Marzia Bettino
Genova
27 luglio
Uccisa dal marito Sebastiano Cannella.

Fonte.

Sonia Diolaiti
Ferrara
30 luglio
Uccisa dalla figlia Sara Corcione.

Fate.

Silvana Arena
Venaria
7 agosto
Movente economico. Lite in famiglia per il denaro da inviare ad una figlia 47enne che vive in una comunità a Terni. Mai un dissidio prima.

Fonte.

Elisa Antonini
Strona
17 agosto
Omicidio-suicidio. Uccisa dal figlio Antonio Belli affetto da manie ossessive e dalla convinzione di avere un male incurabile, assumeva anche diversi farmaci. Si getta da un ponte dopo aver ucciso la madre.

Fonte.

Alessandra Matteuzzi
Bologna
23 agosto
Uccisa dall’ex fidanzato, Alessandro Padovani, che parte dalla Sicilia per raggiungerla ed ucciderla a Bologna.

Fonte.

Giuseppina Fumarola
Villa Castelli
1 settembre
Omicidio-suicidio. L’ex compagno Vito Sussa la uccide a colpi di fucile, poi si impicca.

Fonte.

Carla Cintelli
Signa
21 settembre
Movente economico. Uccisa dal fratello con problemi psichici, al termine dell’ennesima lite per motivi di denaro.

Fonte.

Maria Facchinetti
Marnate
23 settembre
Omicidio e tentato suicidio. 88enne uccisa dal figlio che viene salvato mentre si sta impiccando. Trovato un biglietto di scuse e spiegazione del gesto.

Fonte.

Lilia Petranjel
Spinea
23 settembre
Uccisa dal compagno Alexandru Ianosi, rumeno, che non voleva la separazione.

Fonte.

Annamaria Burrini
Siena
27 settembre
Movente economico. Affittacamere 81enne uccisa per rapina da due cittadini ucraini, un ex inquilino 39enne e la nipote 25enne.

Fonte.

Silvia Cipriani
Montenero
28 settembre
Scomparsa a luglio, i resti ritrovati a fine settembre. Giallo irrisolto, inizialmente era indagato il nipote Valerio.

Fonte.

Ilaria Sollazzo
Scalea
2 ottobre
Omicidio-suicidio. Uccisa dall’ex Antonio Russo, che poi si spara.

Fonte.

Naomi Cabral
Ardea
5 ottobre
Omicidio preterintenzionale. Prostituta transessuale uccisa durante un gioco erotico dal cliente Mirko Angeloni.

Fonte.

Ilaria Maiorano
Osimo
11 ottobre
Uccisa dal marito marocchino, Tarik El Gheddassi, che prova a giustificare la morte della moglie con una caduta accidentale.

Fonte.

Giuseppina Arena
Chivasso
12 ottobre
Mistero irrisolto, delitto senza un colpevole. Gli inquirenti seguono la pista del movente economico, vista l’ingente somma di denaro ricevuta da Giuseppina in eredità.

Fonte.

Assunta Andreini
Calbenzano
14 ottobre
Uccisa dal figlio Manuele, un passato di problemi psichiatrici.

Fonte.

Paola De Vincentiis
Bucchianico
19 ottobre
Movente economico. Uccisa dal figlio Cristiano, alla continua ricerca di denaro. Paola chiedeva soldi anche al parroco per darli al figlio, seguito al Sert.

Fonte.

Silvia Di Noi
Taranto
22 ottobre
Omicidio-suicidio. Uccisa dal marito Roberto Delli Santi, sottufficiale di Marina, che poi si impicca. Problemi di salute della donna.

Fonte.

Alexandra Mocanu
Bolzano
23 ottobre
Uccisa dal marito albanese Avni Mecja, che prima prova a fuggire e poi si costituisce.

Fonte.

Maria Luisa Bazzo
Conegliano
24 ottobre
Uccisa dal figlio con problemi psichiatrici, chiama i carabinieri poi esce nudo e li aggredisce.

Fonte.

Rossana Iantorno
Osnago
25 ottobre
Omicidio-suicidio. Disabile, sedata e uccisa dal padre 80enne che poi si suicida.

Fonte.

Angela Guercia
Napoli
31 ottobre
Picchiata insieme alla sorella Lucia dal figlio ubriaco, Nello La Gala, professore di filosofia e assessore PD. Nessun motivo apparente. Lucia sopravvive, Angela non ce la fa.

Fonte.

Slobodanka Metusev
Capoterra
6 novembre
Vittima e assassino di nazionalità serba. Uccisa dal marito Stevan Sajn in un centro di accoglienza per migranti.

Fonte.

Ermenegilda Candreva
Paestum
7 novembre
Uccisa a coltellate dalla nipote 16enne.

Fonte.

Dolores Milani
Milano
12 novembre
Omicidio-suicidio. Coppia ultraottantenne, il marito Ernesto Codegoni uccide la moglie gravemente malata e poi si spara.

Fonte.

Anastasiia Alashri
Fano
14 novembre
Vittima e assassino egiziani. Uccisa dal marito Moustafa Alashri che sostiene di essere stato aggredito col coltello e avere involontariamente ucciso la moglie nella colluttazione.

Fonte.

Antonia Schiocchet
Valbelluna
15 novembre
Omicidio-suicidio. Anziana malata di Alzheimer, Antonia viene uccisa dal figlio Aurelio Monestier che poi si toglie la vita.

Fonte.

Paola Larocca
Salerno
16 novembre
Omicidio-suicidio. Uccisa a coltellate dal marito Rodolfo Anastasio, che poi si impicca.

Fonte.

Li Yan Rong
Roma
17 novembre
Prostituta cinese, una delle tre vittime della strage di escort compiuta da Davide De Pau sotto l’effetto di alcol e droga.

Fonte.

Yang Yun Xia
Roma
17 novembre
Seconda vittima di De Pau. Per sei giorni le donne cinesi non sono state identificate.

Fonte.

Martha Castano Torres
Roma
17 novembre
Terza vittima di De Pau. Fra le ipotesi degli inquirenti, oltre al gesto folle sotto effetto di alcol e droga, c’è il movente economico: regolamento di conti nella guerra fra bande di sfruttatori.

Fonte.

Alice Neri
Fossa di Concordia
18 novembre
Uccisa e trovata carbonizzata nel bagagliaio della propria auto. Ancora il colpevole non ha un nome.

Fonte.

Vera Myrtaj
Spinea
20 novembre
Vittima e assassino albanesi. Vera uccisa dall’ex marito Viron Karabollaj insieme al nuovo convivente Flonino Merkuri.

Fonte.

Florinda Cappelli
Vairano
22 novembre
Omicidio-suicidio. Antonio di Muccio si suicida dopo avere ucciso la madre Florinda, malata terminale di cancro.

Fonte.

Marina Mouritch
Gabiano
23 novembre
Uccisa dal figlio, Antonio Cometti, seguito da tempo dai servizi psichiatrici di Casale Monferrato, anche per manie di persecuzione.

Fonte.

Maria Bianchi
San Severino
27 novembre
Uccisa dal figlio Michele Quadraroli, affetto da un disturbo psichiatrico grave, bipolare schizoaffettivo severo.

Fonte.

Wafaa Chrakoua
Milano
30 novembre
Vittima e assassino marocchini. Uccisa dal marito Bouchaib Sidki.

Fonte.

Georgeta Ancuta Pop
Belpasso
1 dicembre
Uccisa con due colpi di fucile, autore ignoto, movente ignoto, indagini ancora in corso.

Fonte.

Mariel Soethe
Citerna
1 dicembre
Anziana trovata morta in casa, autore ignoto, movente ignoto, indagini ancora in corso.

Fonte.

Cinzia Luison
Livenza
6 dicembre
Movente economico. Uccisa dal marito ludopatico, Giuseppe Pitteri lamentava che lei gli avesse chiesto un amministratore di sostegno e gli lasciasse una esigua paghetta settimanale.

Fonte.

Nicoletta Golisano
Roma
11 dicembre
Movente economico. Strage programmata da Claudio Campiti, da anni covava odio nei confronti dell’intero Consorzio Valleverde. Ha rubato al poligono una pistola con la quale intendeva uccidere tutti i partecipanti alla riunione di condominio.

Fonte.

Elisabetta Silenzi
Roma
11 dicembre
Seconda vittima di Campiti, trovato in possesso di 120 proiettili. Una testimone “È entrato nella sala, ha chiuso la porta e ha iniziato a sparare. Diceva che ci avrebbe ammazzati tutti”. L’arma si inceppa e le vittime sono “solo” 4.

Fonte.

Sabina Sperandio
Roma
11 dicembre
Terza vittima di Campiti.

Fonte.

Fabiana De Angelis
Roma
11 dicembre
Quarta vittima di Campiti, deceduta dopo il ricovero in ospedale.

Fonte.

Rosa Sardo
Racalmuto
13 dicembre
Giuseppe Sedito e Rosa Sardo uccisi dal figlio Salvatore, che “vede i fantasmi”.

Fonte.

Giovanna Bonsignore
Villabate
15 dicembre
Omicidio-suicidio. Uccisa dal compagno, Salvatore Patinella, che poi si toglie la vita.

Fonte.

Giovanna Frino
Apricena
16 dicembre
Uccisa dal marito Angelo Di Lella, ex guardia giurata.

Fonte.

Jeanine Le Naour
Coverciano
18 dicembre
Omicidio-suicidio. Giovanni Bucelli, 90 anni, ha lasciato un biglietto per spiegare il suo gesto dettato dalla disperazione per le condizioni sempre più precarie della moglie.

Fonte.

Eliana Caratella
Miglianico
19 dicembre
Uccisa dal compagno, Giovanni Carbone, che si suicida in carcere.

Fonte.

Maria Amatuzzo
Castelvetrano
24 dicembre
Uccisa dal marito Ernesto Favara.

Fonte.

Maria Angela Sarto
San Martino
27 dicembre
Diletta Miatello aggredisce a coltellate i genitori, uccide la madre Maria Angela e ferisce il padre Giorgio.

Fonte.

NOTE E RIFLESSIONI – Sono numerosi i casi in cui, soprattutto tra i moventi economici, si registrano anche problemi mentali dell’assassino.

I delitti c.d. “eutanasici”, vale a dire i casi in cui la molla scatenante è il desiderio di porre fine alle sofferenze di una persona amata, registrano il suicidio dell’autore in 12 casi su 14. Vengono ogni anno inseriti nell’elenco dei femminicidi nonostante siano delitti della pìetas, spacciati invece, con sorprendente accanimento, per odio verso il genere femminile. Prendiamo ad esempio il caso di Maria Ballardini (Ravenna, 10 marzo): una nota diffusa da Associazione Liberedonne, Casa delle Donne, Donne in nero (RA), UDI (RA), Linea Rosa (RA), Demetra Donne (Lugo), Sos Donna (Faenza) ed Associazione Femminile Maschile Plurale (RA) sostiene: “Non è un dramma della disperazione e della solitudine, non è un ‘gesto pietoso’ compiuto per porre fine alla sofferenza della donna (…) la parola femminicidio non indica il genere di chi è morto, indica il perché. Gli uomini eliminano fisicamente le donne quando sono loro di intralcio, quando non stanno al proprio posto, quando minano la loro supremazia. (…) Cosa differenzia Claudio Cognola, uxoricida di Maria Ballardini, da altri mariti che hanno brutalmente soppresso la vita delle mogli? Niente. Anche lei è stata eliminata da un uomo, nel momento in cui non è più stata utile, si è sottratta al suo compito di cura, addirittura necessitando di essere da lui curata (…) le cronache di questi giorni sono piene di narrazioni tossiche, che sottolineano quanto Cognola fosse ritenuto da tutti un ‘brav’uomo’, provato dalla malattia della moglie, fino ad essere ‘esasperato e depresso’. Il suo gesto viene così giustificato dalla sua prostrazione emotiva, quasi diventasse un ‘atto pietoso’, che voleva porre fine alle sofferenze di entrambi (…) L’uccisione di Maria Ballardini ci riporta al cuore di ogni femminicidio, che è l’atto più estremo di sopraffazione dell’uomo sulla donna”. Se non che Claudio Cognola, annunciando alla nipote il proprio suicidio, ha detto al telefono “ho ucciso Maria e ora la faccio finita, senza di lei non posso vivere”.

Potrebbe sembrare impossibile che per documentare la violenza maschile contro le donne vengano inseriti nell’elenco dei femminicidi anche assassine di genere femminile, invece accade ogni anno. Nel 2022  i casi sono 7, delitti fra madri, figlie, zie, nipoti, coinquiline: Cristina Cavedon, 24/4; Lucia Cipriano, 26/5; Elena Del Pozzo, 14/6; Teresa Maurella, 7/7; Sonia Diolaiti, 30/7; Gilda Candreva, 7/11; Maria Angela Sarto, 27/12.

Elena dal Pozzo
La piccola Elena Dal Pozzo (a destra), uccisa dalla madre Martina Patti (a sinistra). Il caso è stato incluso nei “femminicidi” del 2022.

La forzatura degli omicidi plurimi.

Un ragionamento a parte meritano i delitti plurimi, i casi che registrano vittime ambosessi. Sono 9 i casi in cui l’azione violenta è diretta indistintamente verso maschi e femmine; risulta pertanto impossibile connotare il caso come “violenza contro le donne per la sola colpa di essere donne”. Eppure viene fatto. Alcuni esempi: 1- Alessia Tardino e Alexandra Bellacchino (Licata, 26 gennaio) uccise da Angelo Tardino per motivi economici. Una controversa spartizione di terre ereditate è il motivo della strage, Tardino spara al fratello Diego, alla cognata Alexandra e ai due nipoti Alessia e Vincenzo, poi si suicida. Diego e Vincenzo sono stati uccisi per l’eredità contesa, Alexandra ed Alessia vengono uccise perché l’assassino odia le donne. È femminicidio. 2 – Hanene Hedhli (Castrovillari, 4 aprile) viene uccisa insieme al marito Maurizio Scorza. Sul delitto c’è la firma della malavita organizzata e del caso si occupa la Direzione Distrettuale Antimafia. L’obiettivo del gruppo di fuoco era Scorza, trovato nel bagagliaio dell’auto insieme ad un agnello sgozzato. La compagna viene uccisa solo perché testimone del delitto. Però nella narrazione mainstream lui viene ucciso perché ha fatto qualche sgarro alla ‘ndrangheta, lei viene uccisa perché gli uomini odiano le donne. È femminicidio. 3 – Stefania Pivetta e Giulia Maja (Samarate, 3 maggio) vengono uccise da Alessandro Maja, marito di Stefania e padre di Giulia. Maja è ossessionato dai problemi economici, ha fatto delle operazioni finanziarie rischiose e ha chiesto prestiti fuori dal circuito delle banche alle persone sbagliate. Ha una visione tragica del futuro, vede lo spettro della povertà e teme che la moglie e figli saranno costretti a vivere in disgrazia. Decide di farla finita, vuole sterminare la famiglia per poi togliersi la vita: spara a tutti e poi rivolge l’arma contro di sé. Moglie e figlia muoiono, il figlio Nicolò è ricoverato in condizioni disperate ma i medici riescono a salvarlo, anche l’assassino si salva nonostante le ferite alla testa. Molte sono le fonti che riportano le fasi delle indagini: prima è un crimine d’impeto, poi è un crimine premeditato; prima c’è l’ombra di una separazione non accettata, poi della separazione non c’è traccia e salta fuori il movente economico. Alla fine “L’unica certezza è che l’angoscia per il denaro lo stringeva come in una morsa, sfociata nell’orrore omicida”; “ormai era entrato in una spirale fatta di manie di persecuzione e auto suggestione che lo ha condotto a concepire la strage come estremo atto liberatorio”. Il contesto familiare è lo stesso, l’autore del gesto è lo stesso, l’arma è la stessa ma per la narrazione mainstream il percorso si sdoppia solo al momento di stabilire il movente: Maja spara a sé stesso e al figlio perché è ossessionato dai problemi economici, spara a moglie e figlia perché odia le donne. È femminicidio. 4 – Talysia Marsenyik (Crotone, 20 marzo). È un omicidio stradale inserito tra i femminicidi. Giuseppe De Fazio, 18enne alla guida di un furgoncino nonostante ancora non abbia la patente, investe tre persone su un viottolo di campagna. Una ragazza 17enne e il fidanzato rimangono feriti, Talysia muore. C’è il dubbio che possa trattarsi di un investimento volontario, De Fazio forse ambiva ad una relazione con la 17enne e tramite l’investimento intendeva eliminare il “rivale”? Incidente fortuito o intenzionale, resta il fatto che l’eventuale obiettivo non era sicuramente quello di eliminare la piccola vittima. Invece per la narrazione mainstream poco importa che la coppia di ragazzi sia stata investita casualmente o intenzionalmente, l’unica certezza è che De Fazio abbia ucciso Talysia perché odia le donne. È femminicidio. La forzatura ideologica è sempre la stessa: se un figlio psicolabile uccide i genitori perché rifiutano di dargli il denaro che chiede insistentemente, il movente si sdoppia: uccide il padre a causa del disturbo mentale e del rifiuto di soldi, uccide la madre perché odia le donne quindi è femminicidio.

Va rilevato poi che, tra i 37 casi classificati come femminicidio, 17 (il 46%) registrano un autore di nazionalità non italiana (Marocco, Ucraina, Liberia, Perù, Serbia, Spagna, Giappone, Romania, Albania, Egitto, Tunisia). È un dato rilevante, visto che le fantasiose motivazioni del femminicidio – prive di qualunque connotazione giuridica – attribuiscono la colpa dello “sterminio” del genere femminile alle storture della cultura italiana inquinata da patriarcato, mascolinità tossica, oppressione di genere, maschilismo, fallocrazia, dominio, possesso, prevaricazione, sottomissione, ecc. Tutte ragioni per cui gli uomini italiani devono essere rieducati.

censura mass media

Una colossale mistificazione.

Concludendo: 116 vittime al 31 dicembre. Al 25 novembre le donne vittime di omicidio, uccise da chiunque e per qualunque motivo, erano 104. Questo è il numero propagandato ovunque, anche da fonti istituzionali, come “vittime di femminicidio”, quindi donne uccise per la sola “colpa” di essere donne. Salvo poi specificare che le vittime classificabili come femminicidio erano 36 a novembre (come ha fatto il già citato Prefetto Francesco Messina, Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato) e 41 a fine anno. Lo ripetiamo da anni, facciamolo ancora una volta: anche se le donne uccise per il malsano concetto “o mia o di nessuno” fossero 10 sarebbe comunque un dato gravissimo, ogni singola vita persa merita il massimo rispetto della collettività e la massima punizione per l’assassino. Tutte le fonti mediatiche e istituzionali non hanno però notato – o hanno finto di non notare – il drastico ridimensionamento: i riflettori sono stati puntati esclusivamente sul dato roboante “104 vittime di femminicidio”. Sarebbe come urlare urbi et orbi che 1.500 uomini ogni anno sono vittime di maschicidio, uccisi dalle donne per la sola colpa di essere uomini. Salvo poi specificare che 1.200 sono morti sul lavoro per mantenere la famiglia, 100 si sono suicidati per aver perso il lavoro o per problemi familiari, 50 sono morti in operazioni di salvataggio di donne e bambini, 150 sono stati uccisi in ambito familiare o domestico di cui 100 da figli, fratelli, padri, cognati o altri parenti e 50 uccisi da mogli ed ex mogli, conviventi ed ex conviventi, fidanzate ed ex fidanzate. Ecco che la voce minimale “uccisi da mogli, fidanzate e conviventi” viene oscurata per lasciar credere alle masse che gli uomini deceduti per qualunque motivo siano stati tutti uccisi da mogli, fidanzate e conviventi.

Una colossale mistificazione, un inganno, un abuso della credulità popolare, una corale criminalizzazione dell’intero genere maschile. È esattamente questo che accade ogni volta che le 104 vittime femminili vengono tutte propagandate come “femminicidi”, quindi uccise inquantodonne, come capitato il 25 novembre scorso, quando l’intero Governo si è schierato davanti a Palazzo Chigi, sulla cui facciata sono state fatti scorrere i nomi di più di cento donne, tutte spacciate come “vittime di femminicidio”. Abbiamo scritto all’Ufficio Stampa di Palazzo Chigi per chiedere l’elenco dei nomi proiettati il 25 novembre sulla facciata tinta di rosso: nessuna risposta, il che è già una risposta. Resta da chiedersi per quale accanita mistificazione da 36 casi si arrivi a 104 a novembre e da 41 casi si arrivi a 118 a fine anno. Qual è l’obiettivo di divulgare dati palesemente falsi? Per qualche proposta di risposta, rimandiamo ancora ai nostri precedenti articoli sul tema.

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One Comment

  • […] Se invece volete leggere numeri che utilizzano una definizione un po’ più seria (ma anche, inevitabilmente, più noiosa) della nostra, consiglio caldamente questa dettagliatissima analisi a firma Fabio Nestola e Davide Stasi su “La Fionda”. […]

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